La dirigente Stefania Scolaro

La preside Stefania Scolaro

Si è svolto nei giorni scorsi all’Itet Leonardo Da Vinci l’incontro “Vivere nella legalità”, voluto dalla dirigente scolastica Stefania Scolaro, da sempre molto sensibile a questa tematica e organizzato dalla professoressa Anna Sciotto, referente del “Progetto Legalità”. Hanno preso parte all’incontro l’avvocato Gianluca Manca e la signora Angela Manca, rispettivamente fratello e madre di Attilio Manca, vittima di mafia. Erano presenti, inoltre, la rappresentante dell’Associazione “Libera” presidio di Messina, Tiziana Tracuzzi e Vincenzo Scaffidi, Presidente dell’Associazione “il Giglio” di Milazzo con sede presso la Fondazione Lucifero. Tiziana Tracuzzi ha illustrato le attività realizzate annualmente dall’associazione ed ha invitato gli studenti a partecipare alla marcia che si terrà il 21 marzo 2016 a Messina. Vincenzo Scaffidi ha parlato delle iniziative promosse a favore dei bambini e dei ragazzi a rischio di esclusione e di emarginazione sociale del nostro territorio.

Il racconto doloroso e dettagliato di Gianluca Manca della triste vicenda del fratello Attilio, urologo di grande fama e vice primario dell’ospedale di Viterbo, ha coinvolto tutti i presenti, che si sono stretti in una struggente solidarietà verso i familiari. Dodici anni fa la morte di Attilio Manca fu archiviata come suicidio per overdose di eroina. L’incredulità dei familiari e di chi lo conosceva non ha arrestato la ricerca della verità. Il caso giudiziario, iniziato nel 2004 e tutt’oggi ancora aperto, per alcune “sviste”, ha dato adito ad irregolarità e ambiguità nello svolgimento delle indagini che lasciano pensare ad un complotto tra le istituzioni dello Stato e la mafia. La mancanza di impronte digitali nelle siringhe rinvenute nella casa in cui Attilio fu ritrovato, i lividi sul corpo, il setto nasale deviato, i due buchi nel braccio sinistro, pur essendo mancino, mostrano palesemente che Attilio non si è suicidato ma “è stato suicidato”. Attilio si era laureato con il massimo dei voti, aveva appreso all’estero tecniche operatorie all’avanguardia nel campo dell’urologia e per un destino beffardo aveva operato un uomo, uno qualsiasi per lui, ma molto noto alle forze dell’ordine come un pericoloso latitante, Bernardo Provenzano.

La verità “questa sconosciuta” nel caso di Attilio e di tanti altri che sono stati vittime innocenti della mafia, fa vivere nell’ombra i cittadini onesti. Diamo luce alla verità come hanno auspicato tutti i partecipanti e in particolare la studentessa Giorgia Ferraro della IV A A.F.M che nella lettera indirizzata alla famiglia Manca ha dato voce al desiderio di tutti noi, citando, tra l’altro, una frase di Nicassio: “Disse la Verità alla Falsità: Io sono il sole e tu sei il fulmine. Io illumino, tu abbagli. Io sono l’ora, tu sei l’attimo. Per quanto tu possa anticiparmi, io ti raggiungerò sempre.”

 

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