Il sindaco Carmelo Pino ha partecipato questa mattina a Messina – nel salone della Bandiere di palazzo Zanca – alla conferenza dei sindaci per un confronto sulla nuova bozza di piano sanitario sulla quale gli amministratori comunali dovranno pronunciarsi con un parere – comunque non vincolante per la Regione – nell’incontro già programmato al Comune di Milazzo, lunedì 7 giugno. All’incontro sono intervenuti i sindaci dei Comuni inseriti nei due distretti dell’Asp 5 di Messina, il neo direttore generale Gaetano Sirna, l’ing. Vincenzo Carditello in rappresentanza del commissario della Provincia, Filippo Romano e la dottoressa Rosalia Murè, dirigente del dipartimento Programmazione ospedaliera dell’assessorato regionale alla Sanità. Nella prima parte dell’incontro sono state affrontate le problematiche legate al comprensorio jonico (Taormina), a seguire quelle del versante nebroideo e quindi la situazione degli ospedali riuniti di Milazzo-Barcellona e Lipari. Il sindaco Pino ha innanzitutto espresso compiacimento per l’insediamento alla guida dell’Asp del dottor Sirna “persona – ha detto – che oltre ad avere riconosciute capacità manageriali, conosce bene questo territorio e quindi sono certo che riuscirà a contemperare le esigenze della sanità con la necessità di rispettare la spending review che vale anche per questo settore”.

carmelo pino

Ha quindi espresso il suo disappunto per aver dovuto constatare che il Piano sanitario regionale illu-strato a Messina nei mesi scorsi dal presidente della Commissione, on. Di Giacomo ha subito delle modifiche. “Qui non si tratta di fare battaglie di campanile o difendere il posto letto in più in quan-to sono il primo a ribadire la necessità di una razionalizzazione dei servizi per offrire all’utente qua-lità e professionalità. Il problema è il metodo di lavoro visto che proprio l’on. Di Giacomo in quella circostanza aveva affermato, non senza enfasi, che il Piano sanitario regionale, per la prima volta era stato concertato nell’interesse dei territori, senza alcuna imposizione. Nel caso di Milazzo pur riconoscendo l’ottimo lavoro svolto dall’assessorato che ha permesso a Milazzo una implementa-zione dei posti letto per il ruolo fondamentale che lo stesso nosocomio ricopre in tutto il territorio – ha aggiunto ancora Pino – , c’è una doppia questione da risolvere relativa al ridimensionamento di due servizi importanti: il centro trasfusionale e l’otorinolaringoiatria. Non possiamo accettare – e da qui la proposta di modificare la bozza prima di sottoporla al parere definitivo dei sindaci – lo sman-tellamento di queste due strutture strategiche per un polo chirurgico e dell’emergenza come il nostro ospedale che – non va dimenticato – è anche ubicato a due passi dallo svincolo autostradale e quindi facilmente raggiungibile da qualsiasi direzione. I dati del Centro trasfusionale di Milazzo infatti per entità sono uguali a quelli dell’Ismett di Palermo e l’attuale Unità complessa offre un servizio che non si limita solo al nostro comprensorio. Stesso discorso per il reparto di Otorino che annovera brillanti professionalità, tant’è che pazienti di altre Asp regionali e persino della Calabria si rivolgono a Milazzo. Che senso ha ridimensionare una struttura storicizzata dell’ospedale che opera nel campo della testa e del collo e dunque in totale abbinamento con la chirurgia, col rischio di indebolirne un’altra, come accadrebbe nel caso dell’ipotizzato accorpamento col reparto di Oculistica? I tempi per fortuna, sono cambiati: la sanità non deve essere al servizio della politica ma deve fornire adeguate risposte ai cittadini. Le unità complesse che funzionano e che sono punti di riferimento consolidati di una struttura ospedaliera non hanno motivo di essere smantellate, altrimenti non si troverebbe altra giustificazione se non nella tutela di certe logiche che da tempo sono state messe in discussione”.