Referendum al rush finale. Domani mattina su iniziativa del sindaco Nino Campo di Santa Lucia del Mela, tutte le 17 amministrazioni che hanno deliberato la contrarietà all’inceneritore si incontreranno nella sala consiliare del comune luciese per valutare tutte le proposte per un intervento tempestivo a fronte delle recenti dichiarazioni ufficiali da parte degli organi politici regionali e nazionali sui due mega-inceneritori da far sorgere in Sicilia, uno dei quali si presume possa essere proprio quello di San Filippo del Mela.

Continua, intanto, l’offensiva delle associazioni ambientaliste. Martedì pomeriggio a San Filippo del Mela è intervenuto in videoconferenza Rossano Ercolini, il “Nobel” per l’ambiente.

Un istante della video-conferenza

Un istante della video-conferenza

«L’inceneritore è un’industria sporca. Il referendum è una scelta sacrosanta e, se i sindaci si alleassero, molti più cittadini sarebbero stimolati a votare» ha esordito Ercolini che ha accusato il governo regionale di un “immobilismo insostenibile” sulla questione rifiuti. A proposito del Css, lui ritiene che si tratti di «un’enorme sciocchezza frutto di una dissennata scelta dell’allora ministro Clini. Si sta solo cercando di far arrampicare la normativa europea sugli specchi». Un taglio molto politico per il suo intervento, durato poco meno di mezz’ora davanti ad una platea di un centinaio di persone.

Sulla questione sono intervenute anche le consigliere comunali filippesi Azzurra Amico e Cinzia Capone che hanno diramato un comunicato molto acceso.

«Non concedendo a tutta la popolazione della Valle del Mela l’opportunità di esprimersi, abbiamo perso un’occasione in cui politica e cittadinanza insieme avrebbero potuto rendere cogente la loro volontà, affinchè venisse fissato un punto di non ritorno» sostengono le due consigliere, a parer delle quali, «questa ipotesi progettuale rappresenta solo il tentativo maldestro di una società municipalizzata di inserirsi nel business siciliano dell’incenerimento dei rifiuti».

Amico e Capone

Amico e Capone

«Siamo convinte che i cittadini di San Filippo del Mela e di Gualtieri sapranno assumersi con responsabilità il peso di una scelta così importante. – sostengono Amico e Capone – Dal “no” a questo progetto deve trovare avvio una nuova fase in cui la politica metterà per prima da parte gli orgogli personali e le inopportune faziosità».

Proprio sul nuovo ruolo che la politica dovrà assumere dopo il referendum, le due esponenti della minoranza indipendente di San Filippo hanno le idee chiare.

«Il giorno dopo il voto dovrà finalmente avviarsi una grande discussione comprensoriale sulla programmazione di un nuovo modello di sviluppo per la Valle del Mela, che sappia tenere insieme la tutela del lavoro, la salvaguardia del territorio e la cura della salute pubblica».

In ultimo, Legambiente del Tirreno ci tiene a precisare la sua posizione, evidenziando, in primis come «Per S. Filippo del Mela non si sta proponendo un’ipotesi industriale avanzata, in sintonia con il futuro industriale legato al ciclo di rifiuti in Italia. Al nord si sta progressivamente determinando l’obsolescenza di tali impianti, a vantaggio delle filiere virtuose capaci di supportare la raccolta differenziata».

Secondo l’associazione ambientalista, «l’unica strada percorribile è la concreta applicazione del concetto di economia circolare per coniugare sviluppo e sostenibilità, senza trascurare l’aspetto occupazionale che tanta apprensione oggi suscita nei lavoratori che temono per il mantenimento del proprio posto di lavoro».

Per tutti questi motivi, Legambiente ribadisce la centralità del momento referendario come occasione di garanzia della più ampia concertazione e partecipazione popolare e riconferma il suo “no” all’inceneritore.

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