E’ passato un anno dalla notte in cui l’incendio sviluppatosi in un serbatoio della Raffineria di Milazzo. Un incendio, quello del 27 settembre 2014, che – come si legge in un comunicato di Italia Nostra – «gettò nel panico migliaia di persone, che in una situazione di grave emergenza si trovarono nella condizione di non saper cosa fare, e determinò comportamenti incontrollati e irrazionali a causa dell’assenza di qualunque forma di informazione sulle norme minime basilari che dovrebbero caratterizzare qualunque piano di protezione civile». Proprio per questo una serie di associazioni -compresa “Italia Nostra”- avanzarono proposte e richiesero impegni (dagli Enti preposti puntualmente assunti!), sottolineando che, «in un territorio da anni dichiarato ad alto rischio ambientale, alto rischio sismico ed idrogeologico, dovrebbe già da tempo essere operativo e portato a conoscenza delle popolazioni un adeguato piano di protezione civile».

«E’ passato un anno e dobbiamo constatare che a quelle assunzioni di impegni non è seguita alcuna iniziativa, o, se qualche cosa è stata fatta, i cittadini di Milazzo e dei Comuni limitrofi non ne sanno nulla. Quest’assenza di informazione rende inefficace qualunque piano», attacca Italia Nostra. Che sollecita agli enti competenti (Comune, Arpa, Protezione Civile) una serie di interventi: programmare una campagna efficace e capillare di informazione sul modo in cui sarebbe dato l’allarme in caso di incidente rilevante; sui comportamenti da tenere nelle diverse zone e nelle diverse situazioni; sui luoghi di attesa, sui piani di evacuazione, sulla localizzazione dei centri di raccolta. Infine, programmare esercitazioni periodiche per verificare l’efficacia delle procedure di emergenza e perché la popolazione possa meglio conoscere e mettere in atto. i comportamenti prescritti.

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