IL MAMERTINO. Parliamoci chiaro: ai milazzesi della questione ambientale frega tanto quanto. Il corteo di oggi, organizzato ad Archi ad una settimana esatta dall’incendio al serbatoio 513 della Raffineria, se non fosse stato per le migliaia di persone che si sono riversate dai paesi del comprensorio del Mela, sarebbe stato un flop. Qualche addetto ai lavori, residenti della Piana a ridosso delle industrie, studenti dalle pettinature bizzarre. A spanne, un 10% rispetto alle quasi 5 mila presenze. Non per niente, bravo a sentire il sentimento popolare, il sindaco Carmelo Pino non si è presentato a causa di improrogabili impegni. Così, mentre il primo cittadino si preparava a partecipare alle 18 alla messa in onore di San Francesco d’Assisi, alla chiesa di San Papino, ad indossare la fascia tricolore è stato l’assessore al Bilancio, Pippo Midili. A metà percorso ha ceduto il testimone al collega Salvatore Gitto in una ideale staffetta.

Il sindaco Pino alla messa in onore di San Francesco d’Assisi

Il

E’ logico che il motore di tutta la manifestazione è stato il milazzese Peppe Maimone (Adasc) assieme a padre Pippo Trifirò e tanti altri inseparabili attivisti dei comitati ambientali come Angela Bianchetti. Ad intervenire è stato anche Peppe Falliti, il fondatore del Wwf mamertino, una decina di sindaci che non hanno voluto mancare alla più grande manifestazione ambientale degli ultimi dieci anni. Ma di milazzesi nisba. Pochi, troppo pochi. Pino io lo stimo: ha deciso di essere coerente. Sin dal primo momento ha minimizzato, ridimensionato il fenomeno, si è attenuto scrupolosamente agli atti burocratici. Ed oggi non ha tradito se stesso. Forse poteva dimostrare che il sindaco è migliore dei suoi cittadini. Quelli che dicono che la manifestazione degli studenti dell’istituto d’arte sotto il municipio è stata fatta di giovedì per andare tutti al mercato settimanale. Ma, non dimentichiamo, che lui si è sempre sentito un “sindaco del popolo” ed era giusto che facesse così. A convincermi, se ce ne fosse stato bisogno, è stato l’avvocato Gianni Pino, già assessore provinciale, che dopo la manifestazione ha difeso a spada tratta la decisione di Carmelo Pino: «Milazzo – ha detto – mica si è salvato per il vento o per la professionalità di chi ha spento l’incendio: si è salvata per volere divino. Gli altri vanno ai cortei, Pino nta chiesa a ringraziare».

GIANFRANCO CUSUMANO