GUARDA I VIDEO. Oltre cinquemila cittadini dicono no alle industrie del comprensorio di Milazzo. Oggi pomeriggio su invito della parrocchia di Archi e delle associazioni ambientaliste del comprensorio si è tenuto un corteo partito alle 16 dal sagrato della chiesa per arrivare all’ingresso della Raffineria di Milazzo. Presenti tante famiglie, bambini, studenti, oltre ai sindaci del comprensorio (San Filippo del Mela, Condrò, Pace del Mela, Rometta, San Pier Niceto, Santa Lucia del Mela, Gualtieri), ma anche Renato Accorinti di Messina con tanto di fascia tricolore, gli assessori di Milazzo Pippo Midili e Salvatore Gitto, e il deputato nazionale Tommaso Currò. A smuovere le coscienze l’incendio del 27 settembre scorso all’interno della Raffineria.

Corteo contro le industrie

Una sfilata pacifica, caratterizzata dalla presenza di tanti striscioni e dall’intonazione di slogan a difesa della salute. In prossimità del serbatoio bruciato è esploso il grido di “assassini”. «L’incidente di venerdì scorso – ha esordito padre Pippo Trifirò, da sempre in prima fila nella lotta a difesa della salute  – ha minato in maniera significativa la vivibilità di migliaia di essere umani residenti in questo territorio. Dobbiamo ammettere che siamo stati fortunati e graziati e per questo domenica prossima andremo in processione dalla Madonna della Catena che ci ha salvati con la sua protezione. Eppure quanto accaduto è stato banalizzato e sminuito sia dalla Raffineria che da una certa classe politica. Nessuno ha voluto ammettere che se si fosse incendiato un serbatoio vicino alle abitazioni o si fosse propagato agli impianti dove viene prodotto e utilizzato l’idrogeno non saremmo, ad ogni riusciti a contare i morti. Per questo oggi scendiamo in piazza da protagonisti perché diciamo chiaramente a chi ci amministra di essere dalla nostra parte e non dalla parte delle industrie, di chi guarda solo ai propri interessi, ovvero a fare soldi». Peppe Maimone, presidente dell’Adasc e rappresentante del Comitato promotore del corteo ha sottolineato che «dopo l’incidente del 27, nulla potrà essere più come prima. Pretendiamo dalle istituzioni severe disposizioni nei confronti della Raffineria, senza sudditanza e senza che sul piatto della bilancia venga posto il ricatto occupazionale». Davanti all’ingresso della ram si sono surriscaldati gli animi. Interventi duri di cittadini, del presidente dell’Adasc Maimone e di Peppe Falliti, rappresentante provinciale del “Medici ambientalisti” e fondatore del Wwf a Milazzo. GUARDA I VIDEO:

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