Clarissa Gitto, presidente della Consulta comunale giovanile, si è dimessa dalla carica. La ricopriva dal febbraio 2012. Il gesto nasce dalla «scarsa attenzione prestata dall’Amministrazione all’organo di rappresentanza giovanile, rispetto sia alle attività da questo svolte che a quelle che avrebbe potuto svolgere di concerto con il governo comunale». Due soli incontri in altrettanti di attività. All’inizio i ragazzi, rappresentanti di numerose associazioni del territorio, avevano dimostrato intraprendenza e voglia di fare: dalla Marcialonga, passeggiata alla scoperta dei sentieri e della storia del Capo di Milazzo, promossa e organizzata con l’Associazione “Il Promontorio” al banco alimentare; dalla partecipazione al progetto sulla cittadinanza attiva giovanile “Costruiamo insieme l’Europa che verrà”, finanziato dall’Agenzia Nazionale per i Giovani nell’ambito del programma europeo “Youth in Action”, all’allestimento (finanziato personalmente dai ragazzi) di una mini- mostra in via Giacomo Medici dedicata ad una commemorazione congiunta delle vittime della shoah e dei martiri delle foibe. Non sono mancate prese pubbliche su temi che hanno riguardato l’attualità milazzese, come quella assunta sulla chiusura del teatro Trifiletti nel 2012.

Clarissa Gitto

«Due soli i confronti con le istituzioni in questi due anni – scrive Clarissa Gitto – incontri che, in realtà, avevano fatto ben sperare in un sostegno concreto da parte dell’amministrazione, già soltanto con la promessa di avere un locale degli immobili comunali adibito a sede ufficiale della Consulta. E’ pur vero che la Consulta è un organo meramente consultivo privo, dunque, di un potere decisionale e di un budget economico. Tuttavia, un anno esatto fa, è stata sfiorata la possibilità di portare avanti un progetto finanziato dalla Regione Sicilia attraverso i fondi del programma “CreAzioni Giovani” ( il quale individuava le Consulte giovanili comunali possibili richiedenti e beneficiari di finanziamenti) e di gestire, quindi, delle risorse economiche che avrebbero potuto sfruttare del locali del Comune per fini socio-ricreativi e permettere ad alcuni giovani del territorio di lavorare. La fase di presentazione del progetto era più che avviata: l’idea era ben strutturata e il disbrigo della pratiche amministrative era quasi terminato. Purtroppo, senza un preavviso o un giustificato motivo, l’iter è stato bruscamente interrotto ( c’entra la sentenza del Cga di inizio Settembre 2013 di reintegro del Consiglio Comunale?). I giovani – continua Gitto – devono essere innovatori di pensiero ma, al tempo stesso, devono essere supportati dall’azione degli adulti, specialmente dagli strumenti che questi detengono per dare concreta realizzazione a quelle che, diversamente , resterebbero semplici idee circolanti. In quanto appartenente alla comunità giovanile locale, l’ex rappresentante della Consulta, auspica un miglioramento futuro del dialogo generazionale, realizzabile soltanto attraverso l’incontro dell’intraprendenza dei “piccoli” e la capacità di ascolto dei “grandi”».

 

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