Ennesimo tentativo del Pd di Milazzo per ricompattare il partito. Questa volta l’appello viene lanciato tramite una lettera aperta inviata al segretario regionale Filipo Raciti presentata nel corso di una conferenza stampa ieri pomeriggio. Ad intervenire i firmatari Pina Miceli, assemblea Nazionale (Aria Civati); Antonio Napoli, assemblea Provinciale (Aria Renzi); Antonio Foti, Assemblea Regionale (Aria Civati) e Angelica Furnari, assemblea Provinciale (Aria Renzi). “Negli ultimi quattro anni chi avrebbe avuto voglia di fare politica è rimasto disorientato per la mancanza di un vertice e di un organismo direttivo e la coesistenza di diverse posizioni in merito all’Amministrazione» ha detto Miceli. “Con la nostra lettera aperta chiediamo a Raciti di reinsediare la democrazia interna in modo da consentire di guardare alle imminenti amministrative con una progettazione condivisa e unitaria». Antonio Foti bacchetta l’amministrazione comunale che vede come vice sindaco, Stefania Scolaro, una esponente del partito.

la conferenza del Pd

«L’esperienza di governo è stata deficitaria e il Pd rappresenta l’unico partito in grado di creare un superamento in termini progettuali». Angelica Furnari ha letto la lettera inviata al segretario regionale del Pd, sottolineando, in qualità di imprenditrice, che «senza una progettazione a lungo periodo è impensabile poter incidere nello sviluppo di Milazzo». Nella lettera aperta a Raciti si ricorda che «lo straordinario risultato del 40,08% a livello nazionale nelle scorse elezioni europee e l’ottimo 35,58% ottenuto dal PD a Milazzo, rappresentano un investimento sulla speranza da parte degli elettori. Un patrimonio di fiducia che non va disperso e che non bisogna dare per scontato. Il fatto che la metà circa dei voti ottenuti dal Pd a Milazzo sia stato dato al solo simbolo, l’elevato tasso di astensionismo registrato anche nella nostra città e il posto di seconda forza politica dopo il Pd assegnato dagli elettori al M5S, sono tutti indicatori di una fiducia condizionata che va meritata e conquistata sul campo della capacità di rinnovamento, della trasparenza dei percorsi, della partecipazione democratica e della competenza politica e progettuale». «E’ inaccettabile che in una città come Milazzo, seconda per importanza nel panorama provinciale, il più grande partito politico sia privo di un segretario e di un organismo direttivo da oltre due anni – si legge – Una situazione che, oltre a comprimere gli spazi per l’individuazione di scelte condivise e mortificare il bisogno di partecipazione di iscritti e simpatizzanti, ha portato alla degenerazione attuale che vede componenti del partito rivestire ruoli all’interno dell’attuale Amministrazione Comunale ed altri componenti all’opposizione della stessa amministrazione, una frattura figlia del vuoto di politica e del disconoscimento delle regole basilari che governano statutariamente il partito. Scelte così determinanti per il profilo politico del PD in città non possono essere lasciate all’arbitrio di una parte o dell’altra ma necessitano di una sintesi, frutto di una verifica politica seria condotta all’interno degli organismi collegiali deputati o, in loro assenza, alla presenza dei vertici provinciali e regionali gerarchicamente sovraordinati». I firmatari del documento ritengono «necessario (al di là delle sorti dell’Amministrazione Comunale vigente) andare oltre l’attuale controversia legata ad un momento politico superato dai fatti e costruire una prospettiva futura. Il sostegno dato dal PD al ballottaggio a quella che sarebbe stata l’Amministrazione di Carmelo Pino è stato dettato dalla necessità di creare un fronte comune contro una destra affarista e pervasiva, ma quella esperienza, al di la dei suoi meriti e dei suoi limiti, non ha saputo andare oltre l’emergenza e dare, nel contempo, rappresentanza politica alla voglia di partecipazione di tanti. Il PD adesso ha il dovere morale, per la forza che rappresenta, di aprire una nuova stagione di iniziativa politica e programmatica in città».

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