Quella della mozione di sfiducia al sindaco Carmelo Pino rischia di diventare una farsa. Nonostante la maggioranza del consiglio comunale sia ostile all’amministrazione e al momento dell’insediamento-bis si era detta favorevole a ritornare al voto, sono rimaste solo sei le firme apposte al documento. A denunciarlo nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta al Comune, i primi tre firmatari: Roberto Mellina, Peppe Marano e Damiano Maisano . Nel mirino c’è il Partito Democratico, il partito di opposizione più numeroso (cinque i consiglieri) che dalle parole non è passata ai fatti (a firmare solo Marano, Maisano, Mellina, Bagli, Alesci, Andaloro). Dodici il numero minimo per portare la mozione in aula.

Maisano, Marano, Mellina

“Molti consiglieri pubblicamente hanno sbandierato la contrarietà a questa amministrazione, ma nei fatti, poi si tirano indietro. Mi dispiace in particolare per il rifiuto del Pd che così diventa connivente con l’Amministrazione”, ha attaccato Mellina. Maisano ha stuzzicato anche l’Udc. L’ipotesi è anche quella di ricominciare da zero: cancellare le firme e ricominciare il dialogo. “La politica è un’arte e non ci si può improvvisare – replica Ciccio De Pasquale, capogruppo del Pd – il nostro è un partito e le decisioni vengono prese in modo collegiale seguendo vari passaggi interni. Quando questi saranno compiuti diremo la nostra. Per il momento facciano quello che vogliono, anche perchè a loro interessa più intestarsi la battaglia che ottenere realmente il risultato. Lo sanno tutti che alcuni di loro ambiscono alla sindacatura”. Il Pd, in realtà, non ha accantonato per nulla l’ipotesi di mozione. La prossima settimana è atteso un documento politico che potrebbe riaprire i giochi. Tanti dimenticano che in giunta siedono due tesserati del Pd: Stefania Scolaro e Salvatore Gitto.

 

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