LA LETTERA. Lorenzo Italiano contro Carmelo Pino. La storia continua. Dopo l’articolo pubblicato sugli organi di stampa relativo all’assoluzione del sindaco con l’accusa di diffamazione rivolta dal suo predecessore, Italiano ritorna sull’argomento per precisare alcuni passaggi della vicenda. Oggetto dello scontro giudiziario era l’inaugurazione del castello di Milazzo avvenuta nel maggio 2010, pochi giorni prima delle elezioni amministrative. Pubblichiamo la nota integralmente:

Lorenzo Italiano

Con riferimento alle notizie apparse sugli organi di stampa di ieri a proposito del proscioglimento perchè il fatto non sussiste del sindaco di Milazzo per la vicenda del Castello e del catering, si precisa che dal contenuto delle stesse emergono elementi che sono lesivi della mia immagine. La vicenda infatti non è così semplice come si è tentato di far passare. La querela che il sottoscritto ha presentato nei confronti del signor Pino e degli organi di stampa scaturisce dalle affermazioni del signor Pino sulle notevoli spese (10 mila euro) che avrebbe sostenuto il Comune per il servizio catering in occasione di quella giornata di apertura del Castello riconducendola all’imminente campagna elettorale; Il Comune di Milazzo non ha invece speso nulla per quella manifestazione e se oggi il signor Pino sostiene di aver fatto quelle dichiarazioni perché a conoscenza di una fattura presentata da parte di una ditta per l’importo di 10 mila euro, evidentemente c’è qualcosa che non quadra. Perchè e per di più a distanza di sette mesi dall’evento, la ditta ha presentato quella fattura? Ho potuto verificare invece che la ditta in questione tramite un suo legale aveva precedentemente richiesto, per la stessa prestazione, il pagamento di una fattura per l’importo di 4.500,00 euro alla ditta esecutrice dell’appalto del Castello. Appare molto strano che a distanza di mesi venga richiesto un compenso doppio presentando una fattura al Comune. Agli atti del Comune non esiste alcun ordine per tale servizio catering, tant’è che il funzionario responsabile del servizio Dott. Cangemi ha restituito la fattura alla ditta che l’ha presentata.

Il Sindaco non è a conoscenza di ciò?
Quella richiesta di denaro per una prestazione mai commissionata dall’amministrazione comunale dell’epoca cosa sottende? Oggi alla luce di quanto è emerso mi auguro che il Sindaco abbia tutelato l’interesse generale dell’ente denunciando i fatti alla Procura della Repubblica di Barcellona, affinchè accerti le responsabilità.Il Comune non ha commissionato nè pagato 10 mila euro per catering in occasione dell’apertura e visita cantiere del Castello. Ancora oggi, manifesto l’orgoglio per avere fatto ristrutturare e consegnare alla gente il Castello, nei tempi previsti e dettati dalla comunità europea,impegnando un milione di euro al mese per 12 mesi, garantendo lavoro a centinaia di persone di Milazzo e per avere coinvolto tante ditte fornitrice e senza avere creato contenzioso con la ditta esecutrice dei lavori, anzi è molto strano come dal maggio 2010 ci siano voluti ben tre anni per mettere in sicurezza alcuni percorsi e collaudare l’opera. La ristrutturazione e i risultati ottenuti in solo un anno di lavoro per consegnare la città castello alla gente non sono un “Bluff“, solo i miopi possono affermare ciò e con forza ribadisco: Per quella apertura del Castello alla gente, il Comune non ha pagato nulla!

LORENZO ITALIANO

Clicca qui per leggere il precedente articolo dal titolo: L’apertura del Castello era un bluff: Pino non diffama

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