Curiosità ed apprensione oggi pomeriggio alle 17,30 a causa del fumo nero che usciva da una delle ciminiere della Raffineria di Milazzo. Centinaia di persone (molti dei quali increduli turisti) si sono fermate sul lungomare Garibaldi a guardare gli impianti e la ciminiera sormontata da un’alta fiamma. Il fenomeno avviene quando lo stabilimento va in “blocco” per motivi tecnici. La fiamma, in sostanza,  può essere ritenuta una sorta si valvola di sicurezza. Fortunatamente il fenomeno è rientrato poco dopo.”Abbiamo immediatamente avvertito le autorità competenti – dicono alla Ram – si è trattato di un problema strumentale e l’impianto è andato immediatamente in sicurezza grazie ai sistemi automatici che ha provocato una fumosità di pochi minuti”.

L’argomento è stato subito commentato sui social network dai Verdi di Milazzo che hanno documentato l’episodio. Proprio ieri un cittadino, nel corso di una conferenza stampa, ha comunicato con i suoi legali di avere chiesto un risarcimento danni al colosso industriale per gli odori molesti che diffonderebbe nel comprensorio. “Questo è quello che sta accadendo alle ore 17 e 30 del 25 aprile 2013 alla Raffineria di Milazzo – scrive Peppe Marano, vice segertario regionale dei Verdi – Cosa stiamo respirando? Cosa stanno smaltendo in atmosfera? Cosa stanno bonificando? Perchè le istituzioni non intervengono? Perchè il sindaco non interviene a difesa della salute? Dov’è la magistratura????’ La situazione a Milazzo ormai è degenerata e devono pagare i danni che stanno causando ad un intero territorio. Come Verdi ecologisti insieme ai cittadini chiediamo l’intervento immediato delle procure antimafia di Reggio e di Palermo”, conclude l’ambientalista.

 

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