Domenica, 27 Gennaio 2013, Giornata della Memoria, fino al 10 Febbraio, Giorno del Ricordo, si terrà in Via Giacomo Medici, un esposizione fotografica, relativa alle tragedie dell’olocausto e delle Foibe. L’evento verrà suddiviso in due fasi: la prima esposizione riguarderà lo sterminio nei campi di concentramento nazisti, mentre in avvicinamento al Giorno del Ricordo le vittime delle Foibe. L’esposizione del 27 Gennaio riprenderà, in particolare, immagini riguardanti i luoghi del massacro, come Auschwitz e il ghetto di Varsavia. In più verrano esposte immagini riguardanti la filmografia sulla Shoah e citazioni che caratterizzano la materia in questione. Promosso dalla Consulta Giovanile di Milazzo, l’evento mira a sensibilizzare la cittadinanza, con il fine di perpetuare la memoria, cercando di tenere sempre come riferimenti, i valori dell’antifascismo, e della resistenza, sottolineando che tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. La Consulta Giovanile ritiene che non si debbano dimenticare gli orrori della Shoah e delle Foibe. “E’ impossibile dimenticare tutti gli orrori che hanno reso degli esseri umani “carne da macello” – si legge in una nota – Come si possono dimenticare le immagini dei Campi di Sterminio all’arrivo degli alleati o il resoconto struggente di una bambina come Anna Frank. Per non parlare degli esperimenti condotti dall’Angelo della Morte, Josef Mengele”. Infine l’intera Consulta esprime “con amarezza l’estraneità delle forze politiche cittadine, che ormai da mesi non fanno altro che dividersi tra favorevoli e contrari al dissesto, ad un tematica così delicata. In centinaia di comuni Italiani, vengono promosse iniziative, anche a costo zero, sviluppando un’interazione proficua con le forze associative e culturali presenti. Riteniamo che Milazzo meriti una classe politica diversa, che sappia valorizzare al meglio le idee e le proposte che purtroppo rimangono, ormai da troppo tempo, inespresse”.

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