Il movimento ambientalista “Insieme per l’ambiente” aderisce ai Verdi e il consigliere comunale Peppe Marano viene nominato vice coordinatore regionale. “Ho accettato con piacere la richiesta del coordinatore regionale Carmelo Sardegna di affiancarlo nella lotta a favore perl’ambiente – dice Marano – finalmente Milazzo potrà contare su una bandiera Verde che vigilierà nell’aria ad alto rischio della valle del Mela e sull’attività delle Industrie”. Marano ha comunicato, inoltre, che i Verdi sosterranno alle politiche di febbraio il magistrato Ingroia nella Lista Arancione promossa dal sindaco di Napoli De Magistris.

“Il nostro avvicinamento ai Verdi – scrive in un comunicato Davide Canevari, presidente di “Insieme per l’ambiente” – è un transito naturale, dettato dal cuore, dai nostri sentimenti, un passaggio che ci permetterà di portare avanti le nostre battaglie, le nostre denunce e il nostro credo. La nostra azione politica è orientata alla piena applicazione dei Piani di Risanamento Ambientali e di bonifica di tutti i siti inquinati di sicilia. Staremo accanto a quei magistrati che hanno a cuore il diritto alla vita e alla salute. La nostra posizione politica a Milazzo è ormai nota da tempo, siamo i veri oppositori del sindaco Carmelo Pino, un sindaco che ha portato Milazzo al baratro ambientale e finanziario, un sindaco che non fa nulla per tutelare la salute dei cittadini, un sindaco che di fatto vanifica la denuncia degli stessi attraverso la sua inerzia. Da ora in avanti saremo impegnati a costruire un progetto alternativo ad una amministrazione comunale che è sorda ai problemi dei cittadini, alla questione ambientale, i servizi sociali, le fasce più deboli, pensiamo agli anziani, i bambini, gli animali. Marano, nonostante le festività, ha depositato al comune una interrogazione in cui chiede al sindaco Carmelo Pino se sulla scorta di alcune inadempienze da parte della Raffineria di Milazzo in materia ambientale, non sia il caso di presentare una denuncia cautelativa alla Procura della Repubblica competente su quanto emerso dai documenti ufficiali in suo possesso e redatti dagli organi regionali di controllo quali Arpa Sicilia, Ispra, Ministero, CTR (comitato tecnico regionale), documenti che evidenziano determinate criticità sia in termini di salute pubblica che in termini di sicurezza e rischi per i residenti di tutto il comprensorio”. Marano chiede “con carattere d’urgenza se, considerato tutto ciò, non sia il caso di chiedere al Ministero competente la revoca dell’AIA (Autorizzazione integrata ambientale) rilasciata a febbraio del 2011 su tutti gli impianti della Raffineria”.

 

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