Oltre sette milioni di euro. E’ questa la cifra dei debiti del comune di Milazzo che lentamente lo stanno trascinando verso l’invitabile dissesto. Entro tre mesi l’eventuale procedura sarà completa. Ma cosa accadrà nel caso di default delle casse di palazzo dell’Aquila? Il ministero dovrà nominare dei commissari che dovranno liquidare i debiti e rimettere in sesto i conti. Da quel momento in poi l’amministrazione potrà continuare ad operare con bilanci che non possono chiudere in perdita fino alla fine della legislatura. I revisori dei conti che hanno firmato la relazione nel quale si certifica lo stato di passività dell’ente è stata firmata solo da due componenti su tre, il presidente Pasquale Impellizzeri e Francesco Parisi. A non sottoscrivere la relazione è stato Giuseppe Dauccia.

I revisori dei conti

 

«Con il permanere di tale situazione di criticità economica-finanziaria, appare inevitabile l’applicazione delle disposizioni di cui all’articolo 244 del Tuel, riguardanti la dichiarazione di dissesto finanziario». La mancaza di liquidità ha messo in agitazione gli impiegati che temono il mancato pagamento degli stipendi. Secondo l’assessore alle Finanze Pippo Midili, però, in caso di dissesto non verrà effettuato nessun taglio al personale. “Secono i parametri di legge – dice l’assessore – il massimo dei dipendenti consentiti è di 262 (1 ogni 122 abitanti), in atto quelli di ruolo sono 197. A cui si devono aggiungere 174 contrattisti. Anche per questi il posto per il momento è salvo, anzi 87 potrebbero essere pure stabilizzati». Midili sottolinea che si stanno verificando nuovamente i residui attivi e passivi. «Se i dati verranno confermati il dissesto sarà un passaggio tecnico obbligatoro che deve però votare il consiglio comunale. Si tratta di una situazione che andava avanti da anni e che nonostante i nostro sforzi non è stato possibile ribaltare in questi anni» conclude.