Riceviamo e pubblichiamo la lettera di un nostro lettore che racconta un episodio successo in famiglia. I genitori, a causa di un’intossicazione, sono stati ricoverati in terapia intensiva dopo aver mangiato del tonno fresco acquistato in una pescheria di Milazzo. L’intossicazione da istamina è una reazione causata dal consumo di pesce mal conservato, in particolare quello a carne rossa come il tonno. Se il tonno non viene refrigerato subito dopo la pesca o durante la conservazione, i batteri naturalmente presenti sulla sua pelle e nelle viscere iniziano a moltiplicarsi. E l’istamina accumulata è termostabile. Questo significa che la cottura o il congelamento non eliminano la tossina se questa si è già formata.

LA LETTERA. Gentile Redazione, scrivo per raccontare un episodio che ha coinvolto la mia famiglia e che riteniamo importante rendere pubblico, soprattutto per richiamare l’attenzione dei consumatori sui possibili rischi legati alla corretta conservazione del pesce.

Due settimane fa i miei genitori hanno acquistato del tonno fresco in una pescheria di Milazzo.

Il prodotto è stato portato a casa e cucinato regolarmente. Ed è stato consumato cotto, senza che apparentemente presentasse caratteristiche tali da far pensare a una cattiva conservazione.

Subito dopo averlo mangiato, tuttavia, sono comparsi i primi sintomi: inizialmente alcuni puntini sulla pelle che, in brevissimo tempo, si sono trasformati in evidenti macchie rosse diffuse su tutto il corpo. La situazione è rapidamente peggiorata, con il gonfiore di diverse parti del corpo e, soprattutto, una seria difficoltà respiratoria.

È stato necessario andare al pronto soccorso.

Dopo una lunga permanenza in ospedale, i medici hanno diagnosticato un’intossicazione da istamina, riconducibile al consumo del pesce, e la situazione è stata ritenuta sufficientemente grave da rendere necessario il ricovero in terapia intensiva a Messina.

Voglio raccontare quanto accaduto non con l’intenzione di puntare il dito contro qualcuno, né di sostituirci agli eventuali accertamenti delle autorità competenti, ma perché riteniamo che un episodio di questo tipo debba far riflettere.

Spesso si pensa che cuocere accuratamente il pesce sia sufficiente a eliminare qualsiasi rischio. Nel caso dell’intossicazione da istamina, invece, la cottura non è necessariamente in grado di eliminare il problema, perché l’istamina può essersi già formata nel prodotto a causa di una conservazione non corretta.

Quello che più ci ha colpito è stata la rapidità con cui una normale cena si è trasformata in una situazione di emergenza, arrivando addirittura al ricovero in terapia intensiva.

LETTERA FIRMATA