Presentata la prima squadra del Gruppo Sportivo Don Peppino Cutropia, che anche quest’anno sarà protagonista del campionato di Seconda Categoria.

Una serata vissuta insieme a tanti giovani che hanno scelto di riconfermare il loro impegno, con la voglia di fare bene, onorare i colori della società e, soprattutto, portare avanti quei i valori che da quindici anni rappresentano la nostra identità.

«Tre regole fondamentali – confessa il presidente Michelangelo Picciolo – sono statediscusse durante la serata: puntualità, rispetto e condivisione, trasformare l’“IO” personale nel “NOI”. Perché è proprio attraverso questa trasformazione che si diventa davvero gruppo. E il gruppo, lo abbiamo dimostrato lo scorso anno, può fare la differenza.Un grazie di cuore a tutti coloro che hanno reso speciale questa serata e che continuano a credere in questo progetto. Grazie a Enrico Mazzeo, per averci messo a disposizione la sala dell’Horizon. Grazie ai vari mister delle categorie inferiori, presenza importante che testimonia ancora una volta quanto siamo una grande famiglia. Un bentornato a Marco Motta, che dopo qualche anno torna con noi, nonostante gli impegni e i motivi lavorativi che lo avevano tenuto distante. Grazie ai nostri veterani Simone Currò e Antonio Romeo, sempre presenti e sempre pronti a dare il loro contributo. Grazie a Giovanni Lombardo, che da qualche anno, oltre a giocare, si dedica con passione alla preparazione dei nostri portieri. Un pensiero speciale al nostro storico capitano Andrea Cangemi, che porta questo ambiente nel cuore, anche se oggi è distante per motivi lavorativi. Un grande grazie anche a Emanuele Ancione, che quest’anno ci lascia per motivi lavorativi, ma che rimane una persona vicina e fondamentale per il nostro gruppo. E che dire del nostro mister Romeo? Già lo scorso anno ha fatto benissimo e siamo certi che continuerà a dare tutto sé stesso per questi colori».

E continua. «Un grazie al Padre Dario nostra guida spirituale. E anche a Vincenzo Pensabene, che torna questa volta come prezioso supporto al mister. E infine, grazie ai miei collaboratori Antonio Trimboli, Massimo Violi e Marco Piedimonte, e a tutte quelle persone che negli anni hanno creduto, lavorato e sacrificato tempo ed energie per portare avanti questa realtà. Una realtà che negli anni è cresciuta, diventando qualcosa di molto più grande di una semplice squadra. È diventata una famiglia. È diventata appartenenza. È diventata un grande sogno».