GUALTIERI SICAMINO’. Andrà in scena martedì 25 agosto in piazza Duomo a Gualtieri Sicaminò lo spettacolo “Sentenze d’Amore” ideato dal diciannovenne Daniele Ficarra. E a portare in scena questo lavoro ci sarà un cast eccezionale composto dai giovani dell’Associazione “Asd Carlo Acutis” della parrocchia San Nicola di Bari e Santa Maria assunta di Gualtieri Sicaminò: Miriam Ficarra, Francesco Grande, Fabiana Colosi, Federica Delia, Carmelo Bonarrigo e Giuseppe Bonarrigo. Un gruppo di ragazzi tra i 14 e i 19 anni che con incredibile maturità e passione si sono messi in gioco come veri protagonisti di questa esperienza.

«Per guidarli – spiega Ficarra – ho scelto un approccio registico crudo, diretto e senza filtri, dove oltre a curare testo e regia sono anche sul palco al loro fianco come attore. Per me portare la vita in scena significa non nascondere nulla: si passa dalle risate a momenti di forte impatto emotivo, in un’esplosione di sensazioni contrastanti. Abbiamo ambientato la vicenda in una Sicilia del dopoguerra, negli anni ’60, affidandoci alla forza viscerale del dialetto per restituire verità e carne a personaggi che rifiutano le convenzioni e le maschere».

La trama segue la storia d’amore tra due ragazzi legati da amicizie familiari, un legame intimo travolto dalla pressione dell’ambiente circostante. Ma la storia non si esaurisce in quello che accade sul palco: il pubblico stesso è il protagonista soggettivo dell’opera. Non esiste una sola interpretazione dello spettacolo, perché ogni persona presente in piazza lo leggerà attraverso la lente dei propri ricordi e della propria sensibilità.

«L’idea di “Sentenze d’Amore” – continua il giovane regista – nasce infatti da una riflessione personale e urgente: quanto spesso indossiamo una maschera di perfezione per paura di essere giudicati? E soprattutto, quanto spesso dimentichiamo che la “società” che emette queste sentenze non è un’entità astratta, ma siamo noi in prima persona? L’obiettivo più grande di questo spettacolo è far sì che ciascuno torni a casa con una domanda scomoda ma necessaria su quante volte si sia lasciato condizionare dagli altri o abbia, a sua volta, giudicato».

E poi conclude Ficarra: «vedere una piazza viva che si trasforma in teatro è l’esperienza più autentica che si possa offrire a una comunità. È da questo luogo simbolo — da sempre spazio di incontro ma anche sede del giudizio popolare — che prende vita “Sentenze d’Amore”».