Sciopero A2A, lavoratori compatti. La posizione del Pd cittadino contro la riconversione del sito 18 Agosto 2026 Cronaca «I lavoratori elettrici della centrale termoelettrica A2A Energiefuture – scrivono i sindacai in un comunicato stampa – hanno risposto oggi compatti al primo sciopero indetto da Filctem Cgil Flaei Cisl Uiltec Uil per salvaguardare la continuità occupazionale e produttiva messa a rischio dalla paventata chiusura. Finora tavoli istituzionali regionali dove è stata portata la vertenza non ha prodotto alcun risultato ed a nulla sono valsi gli sporadici appelli della politica.Nessun seguito ha avuto infatti il richiamo dello scorso 8 giugno del presidente Schifani ai propri assessori e perfino l’impegno per una convocazione presso l’assessorato regionale attività produttive non ha avuto seguito». «Lavoratori e sindacato – concludono – finora sono stati quindi lasciati soli in una vertenza che – è bene ricordare – va oltre i cancelli della centrale e riguarda la tenuta economica di un intero territorio.L’altissima partecipazione alla protesta di oggi è quindi – per il sindacato – il segno inequivocabile dei timori e della rabbia dei lavoratori contro gli ostinati silenzi di azienda e istituzioniÈ quindi chiaro che in queste condizioni la protesta non si arresta e che sindacato e lavoratori decideranno nelle prossime ore come proseguire la battaglia per il lavoro». Sulla questione intervegono anche I circoli milazzesi del Partito Democratico e dei Giovani Democratici che rinnovano il loro sostegno ai lavoratori, diretti e dell’indotto, coinvolti nella vicenda A2A, che oggi si sono nuovamente mobilitati per chiedere risposte sul proprio futuro. «Al 18 di agosto – si legge in una nota stampa – ancora non sono arrivate le risposte che servivano sul destino dell’impianto, lasciando centinaia di persone appese ad un filo. Ripetiamo con forza che devono attivarsi in primis Governo nazionale e Giunta regionale, convocando i tanto attesi tavoli che mettano assieme tutti i soggetti coinvolti (Terna, A2A, sindacati, enti locali). Ancora oggi, dopo mesi di mobilitazione dei lavoratori, la situazione resta immobile. Crediamo che la priorità sia quella di preservare il livello occupazionale: non un posto di lavoro deve essere sacrificato, ed anzi ne servono più rispetto a quelli attuali. Ovviamente sappiamo anche che il futuro non è il fossile, e che da questo punto di vista la nostra industria (in primo luogo centrale e raffineria) sia parecchio indietro. Serve quindi che la politica si faccia promotrice e garante di un percorso di bonifica e riconversione, che eviti la totale desertificazione (già avviata) dell’area industriale, che al contempo renda la nostra industria sostenibile, competitiva e al passo coi tempi, e che soprattutto crei nuovi posti di lavoro. Non basta quindi parlare soltanto di bonifica dell’area SIN (che già di per sé può rappresentare un’opportunità, specie dal punto di vista occupazionale): serve rivedere il modello industriale del nostro territorio, puntando alla riconversione degli impianti e delle attività esistenti». «Chiediamo quindi – si legge ancora – che a Roma e Palermo ci si attivi con urgenza, intanto, per tutelare i lavoratori oggi in sciopero, e poi per poter finalmente elaborare ed attuare quella pianificazione che la zona industriale del comprensorio attendono da anni. Senza questo passaggio necessario, chi oggi rappresenta le istituzioni (e magari fa parte anche della stessa maggioranza di centrodestra che sistematicamente si rifiuta di intervenire) non può concedersi di parlare né di crescita, né di sviluppo, né di futuro». Condividi questo articolo Facebook Twitter Email Print Whatsapp Linkedin Visite: 2.268 CONTINUA A LEGGERE SU OGGIMILAZZO.IT