C’è anche il mare di Milazzo tra le 130 acque del mondo che hanno dato vita a “Water: always the same, always different”. L’installazione immersiva dell’artista milazzese Giuseppe La Spada è stata tra gli eventi più apprezzati di Videocittà Watercult 2026, il Festival della Visione e della Cultura Digitale che dal 10 al 12 luglio ha animato il Gazometro di Roma richiamando oltre tredicimla visitatori.

Artista di fama internazionale, Giuseppe La Spada continua a distinguersi per una ricerca che intreccia arte, innovazione tecnologica e sensibilità ambientale. Da anni il suo lavoro è riconosciuto a livello mondiale per la capacità di trasformare l’acqua in linguaggio visivo e poetico, affrontando temi come la sostenibilità, il rapporto tra uomo e natura e la memoria dei luoghi. Un percorso che lo ha portato a collaborare con personalità del calibro di Ryuichi Sakamoto e Franco Battiato, consolidando una reputazione che va ben oltre i confini italiani.

A Videocittà 2026, La Spada ha firmato una delle opere simbolo del festival. All’interno del Gazometro G2, oltre 250 metri quadrati di proiezioni hanno avvolto il pubblico in un’esperienza immersiva dove immagini, tecnologia, musica e performance dal vivo si fondono in un unico racconto. Un viaggio emozionale costruito attraverso immagini di oceani, fiumi, laghi e mari provenienti da ogni continente, tra cui il mare della sua Milazzo, che assume un forte valore identitario e simbolico all’interno dell’opera.

L’installazione nasce dalla collaborazione con la compositrice Francesca Heart, autrice della ricerca sonora, e con la performer brasiliana Amanda Lana, protagonista della componente performativa. Il risultato è un dialogo continuo tra corpo, suono e immagini che restituisce all’acqua il ruolo di elemento universale, capace di unire culture, geografie ed esperienze umane.

La presenza del mare di Milazzo non rappresenta soltanto un omaggio alle origini dell’artista, ma diventa parte integrante di una narrazione globale. Le acque raccolte da La Spada in anni di ricerca raccontano infatti un pianeta connesso, dove ogni tratto di mare, ogni fiume e ogni pioggia custodiscono una memoria comune e condivisa. In questo mosaico visivo, il mare della città mamertina dialoga con quello di luoghi lontani, confermando come il territorio possa diventare patrimonio universale attraverso lo sguardo dell’arte.

Lavoro, quello di La Spada fortemente voluto dalla direttrice artistica Anna Lea Antolini, che per la nona edizione di Videocittà ha dedicato l’intero festival al tema dell’acqua, trasformando il Gazometro di Roma in uno dei più importanti laboratori europei dedicati ai linguaggi della cultura digitale.