E’ milazzese l’uomo accusato di aver ucciso ieri a coltellate il suo coinquilino, Francesco Spataro, di 53 anni, in seguito a una lite. Si chiama Francesco Cusumano, 38enne, ed era già finito sulle pagine della stampa locale per aver aggredito davanti il Tribunale di Messina l’avvocato Antonio Lanfranchi dopo la bocciatura all’esame di abilitazione alla professione di avvocato. Era il 2024 ed per l’accaduto è stato condannato a a 3 anni e 10 mesi di reclusione.

Cusumano dopo l’omicidio si è barricato nella casa al secondo piano di un palazzo in via Sampolo, non lontano dallo stadio Barbera, dove abitava insieme alla vittima e a un’altra persona. Poi ha aperto i rubinetti del gas minacciando di far esplodere lo stabile. La trattativa con i Carabinieri è andata avanti fino alle 17.30, poi l’uomo si è consegnato ed è stato arrestato in flagranza di reato dopo questa trattativa durata sei ore.

I primi a intervenire sono stati i militari del Nucleo Radiomobile e dell’Api (aliquota di primo intervento).

Pare che Cusumano non gradiva le regole imposte dai coinquilini delle quali si era lamentato fino a pochi giorni prima di ieri con la portinaia dello stabile, cui aveva detto che gli altri due non gli lasciavano usare la cucina.

Francesco Cusumano doveva essere in carcere, nei suoi confronti c’è, infatti, un ordine di carcerazione per la condanna a tre anni e dieci mesi per lesioni aggravate, passata in giudicato.

I DETTAGLI DELL’AGGRESSIONE. Cusumano nel 2023 picchiò a sangue l’avvocato messinese Lanfranchi mordendogli ferocemente il naso. Lanfranchi era presidente della commissione d’esame per l’abilitazione forense e lo aveva appena bocciato. L’aspirante avvocato, che durante il tirocinio aveva avuto molti scontri anche con i colleghi degli studi legali dove era stato praticante, aggredì Lanfranchi alle spalle, come ricostruito dal sostituto procuratore Marco Accolla, dopo avergli urlato «bastardo te la faccio pagare» per poi colpirlo ripetutamente con calci e pugni al volto e morderlo violentemente al naso. Fu un altro componente della commissione a bloccare la furia di Cusumano, immobilizzandolo fino all’arrivo delle forze dell’ordine. Il legale per quell’agguato riportò un trauma cranico e facciale, il naso fratturato e fratture vertebrali. Nel febbraio 2024 per Cusumano arriva la condanna in primo grado dalla giudice Arianna Raffa a tre anni e dieci mesi. Sentenza confermata in Appello dal giudice Carmelo Blatti. La condanna è passata in giudicato da qualche mese.

Pare che Cusumano si sia trasferito a Palermo un mese fa sperando di sfuggire all’arresto, aveva affittato la stanza in via Sampolo e si era tinto i capelli di biondo, nel tentativo di evitare di essere riconosciuto. E indossava sempre, come raccontano i vicini, un cappello.

Su di lui, a quanto pare, pendeva un mandato d’arresto da febbraio scorso. Gli inquirenti stanno proprio facendo accertamenti su eventuali ritardi nelle comunicazioni dell’ordine di carcerazione. E se a questa condanna