Il Museo della Seta si conferma uno dei simboli della rinascita culturale e turistica di Raccuja. Francesco De Feudis racconta il progetto, il successo di pubblico e il ruolo dei finanziamenti destinati ai borghi.

Un museo capace di raccontare la tradizione con un linguaggio contemporaneo, trasformando la memoria storica in un’esperienza coinvolgente per visitatori e turisti. È questa la filosofia che ha guidato la realizzazione del Museo della Seta di Raccuja, inaugurato lo scorso anno e già diventato uno dei principali punti di riferimento del patrimonio culturale del borgo nebroideo.

A raccontarne la nascita è Francesco, che insieme a Salvo Casella ha curato l’intero allestimento della struttura per conto del Comune di Raccuja.

«Ci siamo occupati della progettazione e della realizzazione di tutte le opere presenti all’interno del museo», spiega De Feudis. «L’obiettivo era creare qualcosa di diverso dal classico museo, raccontando il territorio, la sua storia e le sue radici attraverso installazioni e opere dal linguaggio moderno, capaci di coinvolgere il visitatore.»

Tra i pezzi più rappresentativi dell’esposizione figura un abito in pura seta realizzato per l’attrice Maria Grazia Cucinotta in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, durante un evento ospitato all’Auditorium Parco della Musica di Roma. L’abito è stato successivamente inserito nel percorso museale come testimonianza della qualità artigianale e della tradizione serica che caratterizza il territorio.

I risultati non hanno tardato ad arrivare. Nei primi tre mesi di apertura il Museo della Seta ha registrato oltre 2.500 visitatori, un dato significativo per una piccola comunità dell’entroterra siciliano e che conferma il crescente interesse verso un’offerta culturale capace di attrarre un pubblico sempre più ampio.

Secondo De Feudis, una parte importante di questa crescita è stata resa possibile dai finanziamenti destinati alla rigenerazione dei borghi. «Sono strumenti fondamentali. Anche noi abbiamo potuto usufruire di questi bandi. Molte delle iniziative che oggi stanno dando nuova vita a Raccuja sono nate grazie a questi fondi, ma anche grazie alla determinazione di chi ha scelto di investire nel proprio territorio e alla lungimiranza dell’amministrazione comunale.»

Negli ultimi anni il paese ha infatti ospitato numerosi eventi culturali con la partecipazione di artisti, scrittori, musicisti e personalità di rilievo nazionale, contribuendo a costruire un percorso di rilancio che punta sulla cultura e sulla valorizzazione dell’identità locale.

Il lavoro di Francesco e Salvatore non si è limitato al museo. Ha curato anche gli allestimenti interni del Castello Branciforti, dove sono esposti gli abiti realizzati per la rievocazione storica Dominus Fortitudo, iniziativa che ricostruisce i fasti rinascimentali della famiglia Branciforti, protagonista dello sviluppo della produzione della seta a Raccuja. Proprio grazie a questa attività, nei secoli passati la seta prodotta nel territorio veniva esportata dal porto di Messina verso il resto d’Italia e dell’Europa.

L’estate offrirà nuove occasioni per conoscere questo patrimonio. Il 23 agosto il Castello Branciforti ospiterà la seconda edizione del Banchetto Rinascimentale, mentre il 13 settembre tornerà in scena la rievocazione storica Dominus Fortitudo, due appuntamenti che confermano la volontà di Raccuja di investire nella cultura come motore di sviluppo e di promozione del territorio.

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