Investire in un piccolo borgo quando molti scelgono di andare altrove. È la scommessa che nel 2023 hanno deciso di raccogliere Francesco Pagana ed Enzo Cocivera, fondando Nta’ Chiazza Bistrot, un locale nato con l’obiettivo di offrire qualcosa di nuovo e contribuire alla valorizzazione del territorio.

«Abbiamo voluto dimostrare che anche un piccolo paese può offrire opportunità – racconta Francesco Pagana –. Il nostro è stato un investimento fatto senza finanziamenti, con la convinzione che ci fosse spazio per un’attività diversa dal tradizionale bar di paese».

L’idea si è concretizzata in un bistrot che punta sulla qualità dell’offerta e sulla valorizzazione delle eccellenze locali. Accanto a un’ampia selezione di alcolici, il locale propone apericene preparate con prodotti del territorio, dai salumi di suino nero ai sottoli, fino alle verdure di stagione.

La risposta del pubblico non si è fatta attendere. Oltre ai residenti dei comuni vicini, il bistrot ha iniziato ad attirare un numero crescente di visitatori e turisti, diventando in poco tempo un punto di riferimento per chi cerca un’esperienza gastronomica legata alle tradizioni locali.

Secondo Pagana, l’iniziativa ha avuto anche un effetto positivo sul tessuto economico del paese. «Dopo il nostro investimento – spiega – altre tredici attività hanno deciso di avviare nuovi progetti, anche grazie alle opportunità offerte dai fondi del PNRR dedicati all’attrattività dei borghi. Vedere nascere nuove imprese è un segnale importante per tutto il territorio».

Fare impresa in un centro di circa 900 abitanti, tuttavia, non è privo di difficoltà. La vera sfida è quella di superare la stagionalità del turismo. «Ad agosto è facile lavorare – osserva Pagana – ma il nostro obiettivo è creare un flusso di visitatori distribuito durante tutto l’anno. Il primo anno non è stato semplice, ma il locale è riuscito ad autofinanziarsi e l’investimento si è dimostrato sostenibile».

Tra i risultati più significativi c’è la creazione di quattro posti di lavoro, un traguardo importante per una realtà delle dimensioni di Raccuja.

«Oggi lavoriamo stabilmente per circa sei mesi all’anno e continuiamo a registrare una crescita della presenza turistica. È un percorso che ci dà fiducia e conferma che investire nei piccoli borghi può essere una scelta vincente», conclude Pagana.

Un esempio di imprenditoria che guarda al futuro partendo dalle radici del territorio, con la convinzione che la rinascita dei piccoli centri passi anche attraverso iniziative capaci di creare lavoro, attrarre visitatori e valorizzare le produzioni locali.

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