Santa Lucia del Mela, alle Cantine Lipari gli studenti di Scienze Gastronomiche di Pollenzo 29 Maggio 2026 Cultura e societa' Prosegue il viaggio alla scoperta delle eccellenze agroalimentari del Messinese per gli studenti dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, prestigioso ateneo fondato da Slow Food, che per il terzo anno consecutivo ha scelto questo territorio come laboratorio a cielo aperto per uno dei suoi percorsi didattici più significativi grazie alla sinergia con Slow food Messina. Dal 27 maggio, il gruppo composto da studenti provenienti da diverse parti d’Italia e del mondo – dal Piemonte alla Puglia, dall’Emilia-Romagna al Trentino, fino ad arrivare ad Argentina, Germania e Israele – sta vivendo un’immersione autentica tra tradizioni, paesaggi e produzioni che raccontano l’identità più profonda della provincia di Messina.La tappa odierna ha condotto i giovani gastronomi a Santa Lucia del Mela, nel cuore delle Cantine Lipari, dove ad accoglierli è stato Francesco Lipari, custode di una terra ricca di cultura contadina del territorio. Una passione ereditata dal nonno e trasformata in una moderna visione produttiva, capace di coniugare tradizione, ricerca e sostenibilità. Tra filari e racconti, gli studenti hanno potuto osservare da vicino le pratiche viticole che caratterizzano l’azienda, dalla delicata pressatura manuale delle uve fino ai processi di gestione del vigneto. Particolarmente affascinante la spiegazione dell’antichissima vinificazione in anfora, una tecnica rara che consente al vino di esprimere in modo autentico il legame con il territorio.Passeggiando tra le vigne, Francesco Lipari ha illustrato la ricchezza dei terreni e le pratiche agronomiche adottate per favorire l’equilibrio della pianta, come lo “spulàri”, termine siciliano che indica il diradamento dei grappoli per migliorare la qualità della produzione. Un percorso che ha permesso ai ragazzi di comprendere il valore della biodiversità, elemento centrale della filosofia aziendale.Grande interesse ha suscitato il racconto del Nocera, vitigno simbolo del territorio, coltivato in terreni che si affacciano su una suggestiva formazione calcarea ricca di fossili marini. Un patrimonio geologico che contribuisce a conferire unicità e carattere ai vini prodotti. La visita è proseguita all’interno di una vecchia stalla trasformata in cantina, luogo in cui il Nocera trova le condizioni ideali per l’affinamento grazie a temperature naturalmente costanti. Un esempio concreto di come il recupero della memoria rurale possa dialogare con una moderna cultura del vino.Momento particolarmente coinvolgente è stato quello dedicato alla scoperta del Mamertino DOC, vino storico celebrato fin dall’antica Roma e considerato, secondo la tradizione, uno dei preferiti di Giulio Cesare. Francesco Lipari ne ha raccontato la storia, le peculiarità produttive e il lungo affinamento che ne esalta eleganza e complessità.Con una produzione che si attesta tra le 10 e le 12 mila bottiglie annue, Cantine Lipari rappresenta oggi una realtà capace di custodire e valorizzare il patrimonio vitivinicolo del Messinese, trasformandolo in esperienza culturale oltre che sensoriale.La visita si inserisce all’interno del progetto “Isole, pesca ed entroterra”, l’ultimo viaggio didattico del percorso universitario dedicato agli studenti del terzo anno, focalizzato sui modelli innovativi legati al mondo del cibo e delle produzioni sostenibili. Nei giorni scorsi il gruppo aveva già fatto tappa a Roccavaldina per approfondire il modello di Politica Alimentare Messinese e visitare il Polo Olivettiano della Fondazione Messina. Non sono mancate esperienze legate al mare, con un’escursione in feluca nello Stretto e la scoperta dell’antica caccia al pesce spada, oltre a un laboratorio dedicato alla pasticceria tradizionale guidato dal maestro Lillo Freni.Il viaggio proseguirà tra le meraviglie naturalistiche dei Monti Peloritani e le aziende del territorio. Domani pomeriggio gli studenti raggiungeranno Raccuja per visitare la Fattoria Borrello, esempio virtuoso di benessere animale e allevamento sostenibile nel cuore dei Nebrodi.Un percorso che, tappa dopo tappa, continua a raccontare una Sicilia autentica, fatta di persone, tradizioni e produzioni d’eccellenza, capace di lasciare nei giovani visitatori non soltanto conoscenze accademiche, ma emozioni destinate a trasformarsi in memoria. Articolo di SONIA ANDALORO Condividi questo articolo Facebook Twitter Email Print Whatsapp Linkedin Visite: 3.107 CONTINUA A LEGGERE SU OGGIMILAZZO.IT