LETTERA. Derby Roma-Lazio rinviato. Siracusa: «Situazione surreale. Intere famiglie bloccate» 14 Maggio 2026 Cronaca 2 Commenti LA LETTERA del Juventus Official Fan Club “Gaetano Scirea”. È giovedì e ancora migliaia di tifosi non sanno quando dovranno partire, se dovranno cambiare un volo modificare una prenotazione o rinunciare del tutto. Una situazione surreale. Il derby di Roma, prima incastrato in una giornata già complicata per la concomitanza con la finale degli Internazionali di Tennis, viene spostato dal Prefetto a lunedì sera per motivi di ordine pubblico. La Lega Serie A non ci sta e presenta ricorso al TAR. Nel frattempo, tra decisioni, controdecisioni, comunicati, ricorsi e attese infinite, chi paga davvero il prezzo di questo caos? Sempre gli stessi: i tifosi. Non i dirigenti. Non chi decide davanti a una scrivania. Non chi cambia orari e calendari come se stesse spostando pedine su una lavagna. A pagare sono quelli che hanno già comprato un biglietto, prenotato un volo, bloccato un hotel, chiesto un giorno di ferie, organizzato una trasferta con amici o famiglia. Quelli che magari hanno messo da parte soldi per settimane pur di seguire la propria squadra. Quelli che oggi si ritrovano sospesi, senza certezze, costretti ad aspettare l’ennesima decisione presa all’ultimo minuto. E poi ci sono le famiglie. Ci sono i genitori che avevano promesso ai propri figli una giornata allo stadio, magari la prima trasferta, magari una partita attesa da settimane. C’è un bambino entusiasta che sa di dover andare a vedere la sua squadra, che conta i giorni, che prepara la sciarpa, che immagina quel momento come una festa. E chi glielo dice, a quel bambino, che forse non potrà più andare? Chi gli spiega che il volo costa troppo, che il treno non si può più cambiare, che l’hotel è perso, che mamma o papà non possono prendere un altro giorno di ferie, che quella promessa rischia di saltare perché qualcuno ha deciso troppo tardi, troppo male, senza pensare alle conseguenze reali? Perché dietro ogni biglietto non c’è solo un tifoso. A volte c’è una famiglia intera. C’è un sacrificio economico. C’è un’emozione costruita giorno dopo giorno. C’è un bambino che non conosce ricorsi, TAR, Prefetti, incastri televisivi o problemi di calendario. Sa solo che doveva andare allo stadio. E rischia di non andarci più. Si parla di circa 300 mila persone coinvolte, tra chi deve seguire la propria squadra in trasferta, chi ha acquistato biglietti, chi ha prenotato voli e hotel, chi deve organizzare lavoro, famiglia e spostamenti. Persone che oggi non sanno ancora cosa fare. Partire? Aspettare? Cambiare volo pagando cifre assurde? Perdere soldi già spesi?Rinunciare alla trasferta per non aggiungere altri costi a quelli già sostenuti? E tutto questo mentre la giornata in questione non è una giornata qualunque. È una giornata decisiva, pesantissima, che può valere una qualificazione in Champions, un piazzamento europeo, milioni di euro, prestigio, futuro sportivo. Una giornata che avrebbe dovuto essere organizzata con largo anticipo, con criterio, con rispetto per tutti i club coinvolti e soprattutto per chi il calcio lo vive davvero. Perché il problema non è solo quando si giocherà Roma-Lazio. Il problema è che un’intera giornata decisiva per la corsa Champions viene lasciata appesa fino all’ultimo, come se dietro ogni biglietto non ci fossero persone reali. Come se dietro ogni trasferta non ci fossero sacrifici, chilometri, ferie, soldi, passione. Questa non è più semplice disorganizzazione: é mancanza totale di rispetto.Il calcio italiano continua a riempirsi la bocca con frasi fatte: “il calcio è dei tifosi”, “senza tifosi non esiste spettacolo”, “la passione è il cuore di questo sport”. Belle parole. Peccato che poi, nei fatti, i tifosi vengano messi sempre all’ultimo posto. Quando c’è da vendere biglietti, abbonamenti, pacchetti televisivi e merchandising, i tifosi sono fondamentali. Quando però bisogna rispettarli, informarli per tempo, tutelarli e garantire loro un minimo di certezza, diventano improvvisamente l’ultimo pensiero. E allora forse la risposta dovrebbe essere una sola: STADI VUOTI!!! Perché se davvero il calcio è dei tifosi, allora i tifosi devono iniziare a farsi rispettare. Tutti. Senza colori, senza rivalità, senza distinzioni. Marco Siracusa (direttivo Juventus Official Fan Club “Gaetano Scirea” | Santa Lucia del Mela) Condividi questo articolo Facebook Twitter Email Print Whatsapp Linkedin Visite: 2.929 CONTINUA A LEGGERE SU OGGIMILAZZO.IT