Un appello sulla crisi crescente dei negozi di prossimità. Una richiesta di aiuto che arriva da Felice Nania, coordinatore cittadino di Noi Moderati.

«C’è una scena – scrive Nania in una nota inviata alla stampa – che si ripete ogni giorno nelle nostre città e che abbiamo smesso di notare, forse perché ci siamo abituati troppo in fretta. Una persona entra in un negozio, prova un paio di scarpe, un paio di occhiali, o un abito, ringrazia il titolare e poi, una volta fuori, apre lo smartphone e compra lo stesso articolo su una piattaforma on line. Il negozio è diventato il camerino gratuito di una piattaforma globale. E il commerciante paga l’affitto, le utenze, i dipendenti, per offrire un servizio a chi non ha nessuna intenzione di acquistare da lui. Potremmo fermarci qui e dire: è il mercato. Ma sarebbe una risposta pigra, e soprattutto sarebbe una risposta sbagliata. Il problema non è economico. È sociale. Quando chiude un negozio in centro, o in periferia a Milazzo, non chiude solo un’attività commerciale. Si spegne una luce. Letteralmente. Quella vetrina buia non è solo la fine di un’impresa familiare — spesso costruita in decenni di sacrifici — è un vuoto che attira degrado, abbandono, insicurezza. È un pezzo di città che muore Noi abbiamo imparato a indignarci, giustamente, quando chiude una fabbrica o quando viene meno un servizio pubblico essenziale. Ma la chiusura di un negozio di vicinato, di una bottega artigiana, di una libreria indipendente, la trattiamo come una fatalità inevitabile. Come se fosse normale. Non lo è.».

«Il commercio di prossimità è infrastruttura sociale tiene vivi i quartieri, crea relazioni, garantisce presidio del territorio – continua – Una città senza negozi è una città che ha rinunciato a sé stessa. Milazzo non può permetterselo. La nostra città ha nel suo centro storico e nel suo tessuto commerciale una risorsa preziosa, che si intreccia con il turismo, con l’identità del territorio, con la qualità della vita dei residenti. Abbiamo già visto troppe serrande abbassarsi negli ultimi anni. Il trend va invertito, non subìto. Come? Con scelte politiche coraggiose e concrete. In primo luogo, le occupazioni di suolo pubblico devono essere un peso sostenibile per chi sceglie di restare aperto e di investire in questa città. In secondo luogo, un piano di riqualificazione urbana che incentivi il recupero degli esercizi sfitti con agevolazioni per i proprietari che affittano a canoni calmierati ad attività commerciali. Gli spazi vuoti costano a tutti, non solo a chi li possiede. In terzo luogo, una politica del turismo commerciale: Milazzo ha un porto, ha il mare, ha il castello. I turisti che arrivano devono trovare un centro vivo, con negozi aperti, con artigianato locale, con esperienze autentiche. Serve una cultura diversa — e qui la politica da sola non basta. Serve che i cittadini tornino a scegliere consapevolmente dove spendono i propri soldi. Non per buonismo, ma per interesse collettivo. Ogni euro speso in un negozio locale rimane in parte nel territorio. Ogni euro speso su una piattaforma straniera parte e non torna».

«Vogliamo ancora vivere in una Milazzo viva? Allora dobbiamo smetterla di trattare la morte lenta del commercio di vicinato come un problema di altri – conclude – È il problema di tutti. È la qualità della nostra città, la sicurezza delle nostre strade, la bellezza dei nostri quartieri che sono in gioco».

Il movimento Noi Moderati auspica un confronto con il sindaco uscente Midili per costruire un’alleanza
ampia – tra amministrazione, commercianti e cittadini – capace di sostenere il tessuto commerciale e rilanciare la città.

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Stefano Milazzo
Stefano Milazzo
22 giorni fa

Abbassare l’IMU per i proprietari (che di Irpef pagano già fino al 43%). Ricollocare i pali della luce stradale dove sono stati tolti. Trovare aree per parcheggi: chi viene da fuori città e non trova posto (anche a pagamento) va via. Ravvivare le strade con artisti di strada ed attività d’interesse.

Pino
Pino
23 giorni fa

Vendete 4 cose vecchie a prezzi eccessivi…se le commessine imparavano a comportarsi bene con il cliente forse qualcuno ancora entrava…ma a milazzo sembra che si siddiano tutti,matri e picciotti. Milazzo citta paese ormai morta.

Faccilodda
Faccilodda
23 giorni fa

Tranquillo Felice… Ora fanno l’aeroporto e tutti i turisti che arriveranno ci riempiranno i negozi!!