Nella sede del comitato di Sud Chiama Nord la candidata Laura Castelli, insieme a gli onorevoli Cateno De Luca e Matteo Sciotto, ha presentato i nuovi candidati al consiglio comunale per le elezioni amministrative in programma nel prossimo maggio. Si tratta di Giuseppe Sottile, Valentina Alessi, Martina Alessia Fedele, Santo Cattafi, Francesco di Vincenzo, Antonino Pino, Giovanni Mancuso, Luca Cardaci, Vito Rizzo, Matteo Lo Presti e Antonio Praticó.

Della squadra di Laura Castelli fa parte anche Massimo D’Amore presentato ufficialmente mercoledì scorso nel corso di una lunga conferenza stampa.

Una presentazione quella che si è svolta ieri in via Piraino 40, dai toni molto accesi. L’incontro è stato l’occasione anche per puntualizzare alcuni argomenti che in questi giorni sono stati oggetto di polemiche. La prima ad intervenire è stata Laura Castelli che ha subito voluto rispondere al sindaco Pippo Midili riguardo la questione sollevata dal primo cittadino sul suo incarico assegnato da Federico Basile alla Città Metropolitana.
«Spero che i giornalisti di Milazzo qui presenti – ha detto alzando il tono della voce – scrivano che la sottoscritta ha annunciato la sua candidatura a sindaco di Milazzo il 28 febbraio, giorno dopo la fine del suo incarico». Precisazione che il presidente di Sud Chiama Nord ha fatto poche ore dopo le parole di Midili pronunciate sul palco del teatro Trifiletti, con un reel pubblicato sulla sua pagina Facebook. Precisazione che non è riuscita a fermare le polemiche arrivate velocemente anche alla stampa messinese dove si andrà al voto anche a maggio e dove è candidato per Sud Chiama Nord il sindaco dimissionario Federico Basile.

La seconda risposta a Midili è arrivata da Cateno De Luca. E riguarda la frase detta dal sindaco uscente sempre durante l’incontro al Teatro Trifiletti. Il sindaco Pippo Midili, infatti, ha parlato di una foto riferendosi a Cateno: «Dovrebbe stare attento con chi si fa le fotografie quando viene a Milazzo, perché potrebbe finire anche lui su report».

Affermazione che ha fatto andare su tutte le furie il leader di Sud Chiama Nord. «Se il sindaco uscente conosce i mafiosi e i delinquenti, tanto da sostenere pubblicamente che io ho fatto una foto a Milazzo con presunti tali e che la trasmissione della Rai Report, potrebbe fare un’inchiesta, allora visto che lui li conosce perché non li ha denunciati fino adesso? Il mio avvocato ha preceduto a fare regolare querela alle autorità competenti, per denunciare l’ennesima intimidazioni del sindaco uscente Midili. Adesso Midili spieghi alla Procura chi sono queste persone e soprattutto perché non le ha denunciate fino adesso. Un pubblico ufficiale, e il sindaco Midili lo è, ha il dovere di andare a denunciare se ha notizie di reati. Anzi, se ha il coraggio, Midili faccia subito nomi e cognomi» ha detto il leader di Sud chiama Nord. «Sindaco uscente Midili, ma tu pensi che io mi faccio intimidire da te davvero? Adesso lo spiegherai alle autorità competenti. No al mascariamento» conclude Cateno De Luca.

A dire il vero, quella appena trascorsa, è stata una settimana in cui più volte gli animi dei candidati si sono accesi. Tutto è cominciato giovedì mattina. Dopo la pubblicazione, alle primissime ore del mattino, dei risultati del sondaggio della società demoscopica Lab21 realizzato in maniera autonoma sulla provincia di Messina e i sui principali comuni chiamati al voto a maggio 2026.

I dati racconti, pubblicati sul sito governativo del Dipartimento dell’editoria sintetizzano così le intenzioni di voto: Pippo Midili (Centrodestra) 38,6%, Laura Castelli (Sud chiama Nord) 21,4%, Lorenzo Italiano (Liste civiche/Azione) 20,8%, Michele Vacca 11,1%, Giuseppe Falliti (Controcorrente) 4,4% e Carmelo Torre (Carta Canta) 3,7%.

Risultati che vedono Laura Castelli in crescita.

A contestarne duramente i risultati è stato subito il candidato sindaco del movimento ControcorrentePeppe Falliti, che ha parlato apertamente di dati “inverosimili” e di un tentativo di “alterare il percepito” dell’elettorato. Secondo Falliti, il sondaggio solleverebbe “dubbi di non poco conto”. Entrando nel merito delle cifre diffuse, Falliti contesta in particolare la coerenza tra il livello di fiducia attribuito ai candidati e le rispettive intenzioni di voto. Nel sondaggio, l’attuale sindaco Midili risulterebbe con un indice di fiducia del 52%, che si tradurrebbe però in un consenso elettorale del 38%. Dato simile per Castelli, accreditato di una fiducia al 52,4% ma con un potenziale voto fermo al 21,4%, mentre Italiano, con il 40% di fiducia, si attesterebbe al 20% dei consensi. «Il dato più clamoroso – sottolinea Faliti – riguarda proprio noi. Con una fiducia al 45% ci si aspetterebbe un consenso ben più alto, e invece ci viene attribuito appena il 4,4%. Una discrepanza che non ha alcuna logica». Analoga, secondo il candidato di Controcorrente, l’anomalia relativa a Vacca, indicato con una fiducia del 37% ma con una propensione al voto dell’11%. Per Falliti si tratterebbe dunque di «un sondaggio che mira chiaramente a indurre la popolazione a una lettura parziale della realtà politica locale».

Insomma sembra evidente che la campagna elettorale sta accelerando il ritmo. E nessuno dei candidati sembra voler risparmiare colpi agli avversari.

Intanto il tour di Sud Chiama Nord continua con una programmazione intensa che ha toccato molte frazioni della periferia, come ieri Fiumarella. E molti altri sono gli appuntamenti in programma.