Un post rivolto a Laura Castelli, candidata alla poltrona di sindaco della Città del Capo, pubblicato ieri da un cittadino su Facebook scatena le polemiche. E non solo sul web. Il disappunto arriva proprio dal presidente di Sud Chiama Nord che immediatamente ha reagito: «E’ un post sessista. Ma non vi vergognate». E continua: «chi mi conosce sa che non sono mai stata femminista, ma per rispetto di tutte le donne che scelgono di scendere in campo qui a Milazzo, come in ogni angolo del nostro Paese, non posso stare zitta davanti all’ennesima bassezza».

Si tratta di un post che ritrae Laura Castelli con un abito nero elegante e scarpe con i tacchi, immagine creato con l’intelligenza artificiale, e la frase “spettacolare Laura Castelli vestita da donna, senza scarpe da tennis, si merita il voto“.

Sull’argomento riceviamo e pubblichiamo la riflessione scritta da Lorenzo Mingarelli, referente giovani del M5S locale.

LA LETTERA. «Questa vicenda ha qualcosa di tremendamente e tristemente amaro. Accade che un uomo, sul suo profilo social pubblico, posti un deep fake della candidata sindaca di Milazzo, Laura Castelli.

E che con questa azione il grande uomo intenda screditare la candidata non per il suo operato da Viceministra, non per la sua gestione del Comune di Messina come capo di gabinetto, non per il suo ruolo da Presidente di partito, nemmeno per la sua calata dall’alto nel nostro territorio, ma perché per lui manca di femminilità, assomigliando ad un uomo sempre con le scarpe da ginnastica ai piedi.

Purtroppo è un pensiero molto comune nella nostra società, dove il valore della donna viene pesato soprattutto in seduttività, per cui c’è un range fuori dal quale una donna non sarebbe tale. La cosa che però mi ha lasciato spiazzato, e che ci dovrebbe seriamente far riflettere tutti, è stata la risposta della candidata: “chi mi conosce sa che non sono mai stata femminista, ma”.

Cara Laura Castelli non la conosco, ma sarei molto felice di potermi confrontare con lei su questo tema. Se non è femminista, significa che non riconosce che quel “range” di femminilità dentro il quale ogni donna deve stare per la cultura maschilista, è una sola cosa: controllo. Che quel post contro la sua persona voleva dire: “bellina resta piccola, resta comoda, resta al tuo posto, resta zitta”. Cioè se non è femminista, non ha compreso che la sua forza, e quella di ogni donna, fa paura a chi ha bisogno che sia fragile.

Cara Laura, in sostanza, lei non riconosce che esiste un sistema maschilista da debellare, oppure inconsciamente non vuole riconoscerlo.

E userò, umilmente, le parole di Michela Murgia per dimostrarglielo: “Se tu tenti di essere e fare altro, il sistema patriarcale ti punisce duramente. Se lo rispetti e stai ai patti, hai invece dei corrispettivi: alcuni dividendi del patriarcato ti arrivano. L’unico potere che il patriarcato riconosce come legittimo è quello che ti concede lui, mai quello che ti prendi da sola“.

Se sei interessata a quei dividendi, all’interno del sistema patriarcale fai tutta la carriera che vuoi. Ti può capitare addirittura di ricoprire posti di comando.

Naturalmente in un determinato modo. Se il patriarcato vuole dominare il sesso femminile senza ricorrere continuamente alla forza, ha bisogno di convincere delle sue ragioni almeno una parte delle donne. E lo fa offrendo a qualcuna il vantaggio che alle altre è negato».

L’atto da lei subito è un atto sessista e maschilista e l’unico modo per contrastare atti come questo è essere femministi: essere consapevoli che è nostra la responsabilità di cambiare le cose.

P.S. non mi si risponda, come spesso si fa, che il femminismo vuole le donne superiori. Sarebbe come credere che la lotta contro la schiavitù volesse creare nuovi padroni invece che abolire la schiavitù stessa.

Lorenzo Mingarelli