Continua ad essere visitabile fino a stasera, alle 20.30, la mostra Cookie Canvas inaugurata a palazzo d’Amico in occasione di CiccolaMi, prima edizione del Festival del Cioccolato di Milazzo. Un allestimento in cui l’arte effimera del cooking design incontra i grandi pittori. Curatrice della mostra è Filomena Tavano.

«Il mio intendo – racconta la Tavano – è portare al grande pubblico un’arte ancora poco conosciuta in Italia, ma già diffusa all’estero. Nasce da questa esigenza l’iniziativa che attraverso il cookie design reinterpreta alcune delle opere più celebri della storia della pittura. Abbiamo pensato di imitare quadri di pittori famosi, immediatamente riconoscibili così da permettere al pubblico di apprezzare fin da subito questo tipo di riproduzione».

Opere che, a un primo sguardo, sembrano vere tele dipinte a olio o tempera, ma che in realtà sono realizzate su pasta frolla con ghiaccia reale edibile: esempi di pasticceria artistica che sconfinano nell’arte visiva. Un’arte definita “effimera”, destinata a durare nel tempo in maniera limitata, ma non per questo priva di valore artistico. «L’idea creativa – continua la curatrice – nasce di volta in volta in modo diverso. Talvolta da un progetto preciso, altre da un’ispirazione che viene poi elaborata secondo le tecniche più affini alla sensibilità dell’artista, tra intuizione istintiva e progettazione ragionata. Fondamentale resta l’emozione trasmessa al pubblico.

Il format “Cookie Canvas” si presenta infatti come una mostra immersiva: ogni opera è anche accompagnata da un QR code che permettono di ascoltare poesie e testi collegati all’artista originale. A completare l’esperienza, musiche e sottofondi in filodiffusione pensati per creare una connessione emotiva tra visitatore e opera.

Le opere partono da Van Gough raffigurando quadri emblematici come Autoritratto, La stanza, Vasi di girasole, Notte Stellata, La sedia e il tricco de Le Miniere in Borinage, per poi passare a Gustav Klimt con Il bacio, L’attesa, Giuditta, Le tre età della donna, Donna con papaveri, Le lacrime di Freyja e Bisce D’acqua. E arrivare infine a Frida Khalo con il ritratto con Pappagalli, Meloni di Frida, La colonna rotta, Radici del mio sangue, Autoritratto con Scimmia e Le Magnolie.

Articolo di MARTINA FOTI e MARCO GITTO