Assoluzione definitiva per il brigadiere milazzese Giuseppe Sottile: «trattato come un delinquente» 2 Febbraio 2026 Cronaca Sentenza definitiva per la vicenda giudiziaria del brigadiere milazzese della Guardia di Finanza Giuseppe Sottile, 55 anni. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi proposti dal Procuratore generale e dalle parti civili, confermando integralmente la sentenza assolutoria pronunciata dalla Corte d’Appello di Messina nel settembre 2024. Giuseppe Sottile che all’epoca, luglio 2020, dei fatti era inservizio a Reggio Calabria era stato accusato, assieme ad un suo conoscente nel ruolo di complice, di aver compiuto un’estorsione nei confronti di una donna residente nella Piana di Milazzo, sua vicina di casa, che gli avrebbe chiesto aiuto per fare uscire suo figlio dal tunnel della tossicodipendenza. Ora i giudici di legittimità hanno ritenuto corretta e logicamente motivata la decisione della Corte territoriale, che mi aveva assolto con formula piena “per non aver commesso il fatto”, evidenziando l’inconsistenza dell’impianto accusatorio. La sentenza d’appello aveva infatti escluso la tenuta probatoria delle dichiarazioni poste a fondamento della condanna di primo grado, rilevando gravi criticità nella chiamata in correità di Emanuele Laganà che è stato riconosciuto unico responsabile dell’estorsione ai danni della signora Gitto e del figlio Francesco, l’assenza di riscontri oggettivi individualizzanti e la mancata dimostrazione di un contributo attribuibile a me.In particolare, la Corte aveva sottolineato come gli elementi valorizzati in primo grado non fossero idonei a fondare un giudizio di responsabilità. Così come riportato in sentenza della Corte di Appello, durante le varie udienze sono emersi numerosi errori e superficialità da parte di coloro che hanno condotto indagini e di chi poi doveva giudicarmi. «Tengo a precisare – dichiara Giuseppe Sottile a pochi giorni dalla sentenza – che già dal dicembre scorso, 2025, il Comando generale della Guardia di Finanza, pur sapendo dei ricorsi presentati in Cassazione, ancor prima di avere il responso della Suprema Corte, ha disposto il mio reintegro in servizio ponendo fine a una sospensione che durava da oltre quattro anni. Finalmente giustizia è stata fatta. Sono stati anni difficili, è stata lesa la mia dignità, i miei familiari hanno sofferto tantissimo. Siamo stati catapultati in situazioni, in ambienti lontano anni luce dalla nostra vita. Il carcere, gli arresti domiciliari non concessi a casa ma addirittura fuori comune, il braccialetto alla caviglia, con i controlli da parte delle forze dell’ordine a tutte le ore del giorno e della notte. Io trattato come il peggiore dei delinquenti. Noi, Persone semplici, dignitose e con sani valori, 30 anni di onorata carriera infangati. È stata dura». lntanto lo scorso 28 gennaio il Giudice di Pace di Barcellona Pozzo di Gotto ha emesso sentenza di condanna nei confronti di Francesco Torre nel processo relativo al reato di minaccia commesso nei confronti della moglie e dei figli di Giuseppe Sottile difesi sempre dal avvocato Giovambattista Freni del foro di Messina. Il fatto si è verificato durante il processo nel quale il brigadiere milazzese era imputato dinanzi al giudice di Barcellona. Condividi questo articolo Facebook Twitter Email Print Whatsapp Linkedin Visite: 5.884 CONTINUA A LEGGERE SU OGGIMILAZZO.IT