Pediatria Milazzo, il direttore Betto risponde a Sciotto: «bimbi isolati per patologia mai “segregati”» 8 Gennaio 2026 Cronaca 2 Commenti «Sono rimasta sconcertata dalle affermazioni dell’onorevole Matteo Sciotto. Questa è la mia reazione dinanzi all’uso che ha fatto di quella che è a suo dire una azione leale e di difesa dei più deboli». Ada Betto, direttore della UOC di Pediatria e Neonatologia del P.O. Fogliani di Milazzo, interviene con una lunga e dettagliata lettera inviata a Oggi Milazzo sulla denuncia fatta dall’onorevole Matteo Sciotto. Il deputato regionale di Sud chiama Nord, infatti, ha presentato un’interrogazione a risposta scritta indirizzata al Presidente della Regione e all’Assessore regionale alla Salute in merito alla gravissima situazione del reparto di Pediatria dell’ospedale di Milazzo, attualmente trasferito in via temporanea nei locali dell’Oculistica. Sciotto punta il dito contro la scelta di confinare i piccoli pazienti per ore dentro le stanze di degenza, impedendo di fatto qualsiasi attività ludica o momento di socializzazione, poiché la cosiddetta sala giochi coincide con la sala d’attesa dell’Oculistica. «Tralasciando ogni ulteriore commento personale, in qualità e nel ruolo che mi pregio di ricoprire – scrive Ada Betto – avverto fortemente il senso del dovere che mi invita a fornire chiarimenti in seguito al tam tam mediatico che ha avuto seguito alla denuncia/affermazione fatta dall’onorevole Sciotto. All’interno del post pubblicato sui social parla di bambini “segregati“, al contempo senza garanzia di privacy nè sicurezza e in promiscuità. Preciso pertanto quanto segue: a seguito dei lavori di ristrutturazione che hanno interessato e interessano il presidio ospedaliero Fogliani, abbiamo dovuto, come altri reparti, momentaneamente lasciare i locali assegnati dove esisteva un reparto bellissimo e molto funzionale, sito al secondo piano dello stabilimento, e abbiamo dovuto trovare una soluzione temporanea ove poter continuare a garantire assistenza medica a tutti quei bambini che annualmente afferiscono al Reparto di Pediatria. Unico reparto non a rischio infettivologico, proprio a garanzia dei piccoli, e non interessato da una prima fase dei lavori, è proprio quello che accoglie la UOC di Oculistica, ove tra l’altro si garantisce oltre che assistenza in emergenza perlopiù attività ambulatoriale in DH o Day Surgery , poichè la degenza cioè i posti letto a essa assegnati sono condivisi con la degenza della UOC di ORL. Abbiamo pertanto dovuto necessariamente ridurre i posti letto da 8 a 4 (3 per ricoveri ordinari e 1 per DH) e abbiamo ridotto i posti letto di OBIP da 2 a 1. I bambini ricoverati hanno pertanto momentaneamente a disposizione al quarto piano, in fondo al corridoio e in vicinanza delle uscite di emergenza, due stanze di degenza ordinaria, un posto letto per la osservazione breve, una cucina con scaldabiberon, piano cottura, frigo e forno a microonde, un ambulatorio per la prima accoglienza e i prelievi e infine una stanza dove possono incontrare i parenti durante l’orario delle visite e dove vi sono alcuni giochi e libri, stanza che al mattino dalle 8.30 alle 12.30 è dedicata a sala di attesa dei pazienti dell’oculistica e che pertanto viene successivamente e giornalmente sanificata per renderla disponibile ai più piccoli». «Abbiamo – precisa il direttore – effettuato 142 ricoveri in questi 6 mesi (299 ricoveri in 1 anno) oltre 1800 consulenze di PS (oltre 4000 consulenze in un anno) e 700 osservazioni brevi (1500 in 1 anno) con un indice occupazionale dei PL del 100%. I bambini sono stati e sono sempre assistiti da un pediatra in guardia attiva H24, una infermiera pediatrica o una infermiera con una OSS in ogni turno. Garantita è la privacy, la possibilità di giocare anche grazie all’intervento costante delle associazioni di volontariato e quando le condizioni di salute lo permettono ma soprattutto è garantita la sicurezza delle cure». «Ricordo – puntualizza la dottoressa Betto – in particolare ai non addetti ai lavori, che i bambini ricoverati sono perlopiù affetti da patologie infettive, oltre che metaboliche e traumatiche e che richiedono isolamento che si può fare in due modi: isolamento di coorte e isolamento spaziale. Appare evidente che si cerca di fare isolamento. Sarebbe da sconsiderati non farlo quando la patologia, come quella degli ultimi mesi, è altamente contagiosa. I piccoli durante la degenza possono essere assistiti dai genitori che hanno accesso al reparto h24 o dai nonni, possono ricevere le visite dei parenti durante gli orari di ricevimento. Quindi non parlerei di segregazione. Grazie! Questo termine suscita in me a dir poco sconcerto. Quindi un’altra ispezione che ben venga. Già ne abbiamo avuto una regionale per il punto Nascita e la abbiamo superata egregiamente ricevendo le lodi dagli ispettori per la precisione e la massima sicurezza del reparto. Perchè l’amore e la dedizione per il mio lavoro, che mi portano a rinunciare anche alla mia vita personale, hanno forgiato la mia persona, e dico ciò anche facendomi portavoce dei miei colleghi, degli infermieri e del personale sanitario del reparto di Pediatria che si prodigano giornalmente per garantire le cure in sicurezza, in scienza e coscienza. Augurandomi di essere stata esaustiva, rimango adesso in fiduciosa attesa che terminino i lavori e che vengano consegnati i nuovi locali, un nuovo reparto alla Pediatria, come già concordato con il Direttore Generale, un reparto più grande e migliore anche di quello dove eravamo allocati, sito sul piano terzo che sarà dedicato all’area materno-infantile». Condividi questo articolo Facebook Twitter Email Print Whatsapp Linkedin Visite: 4.589 CONTINUA A LEGGERE SU OGGIMILAZZO.IT