Il sindaco Pippo Midili ha ufficializzato la sua ricandidatura. Lo ha fatto dal palco di un teatro Trifiletti stracolmo di gente. Pantaloni scuri e camicia bianca non è riuscito a mascherare un pizzico di commozione iniziale.


«Così tanta gente – ha confessato al termine – è riuscita a togliermi il fiato». Prima di avviare il suo monologo, durato quasi due ore, su un maxischermo la proiezione di un video riepilogativo di tutta l’attività portata avanti dall’amministrazione comunale in questi cinque anni.


«Iniziamo da qui ha detto» ed ha cominciato a parlare di tutti finanziamenti arrivati che hanno reso possibile l’avvio della rigenerazione urbana della città, del piano delle aree demaniali, della riqualificazione di piazza Marconi e di piazza Nastasi, dei lavori al Castello, del parcheggio di via Impallomeni e del progetto dei Molini Lo Presti. Ma anche del progetto definitivo della nuova riviera di Ponente in attesa di finanziamento.

«Sono stati cinque anni veramente intensi – ha detto – parto dai ringraziamenti che vanno a tutti i candidati delle liste che cinque anni fa hanno appoggiato la mia candidatura». E di fronte a lui, nelle prime file della platea, c’erano tutti. Insieme ad assessori, consiglieri, dirigenti comunali. E insieme all’ex primo cittadino Carmelo Pino neo presidente della “Milazzo Servizi” più volte chiamato in causa da Midili durante il suo discorso.

Non sono mancati gli attacchi ai suoi potenziali avversari di questa campagna elettorale appena avviata e che porterà i cittadini alle urne nel maggio del 2026 . Da Lorenzo Italiano, papabile candidato a sindaco, a Gioacchino Abbriano, segretario del Pd, senza dimenticare l’ex sindaco Nino Nastasi e Giovanni Utano. E a proposito di Giovanni, ha svelato il nome del possibile candidato a sindaco del Pd. Giovanni Mastroeni (già segretario provinciale della Cgil). «Vi consiglio di cambiare nome: la storia dice che questo porta male». Il chiaro riferimento è all’ex sindaco Giovanni Formica che lo ha preceduto.

E gli ambientalisti? Anche loro sono stati al centro del suo discorso partendo da piazza Marconi per poi arrivare alle polemiche legate ai lavoro avviati nel perimetro esterno del Castello.

Insomma la campagna elettorale è cominciata. Ed è cominciata senza esclusione di colpi per nessuno.