Il GAL Tirreno Eolie lancia una sfida affascinante e innovativa: trasformare il nostro territorio in un gioco, in un viaggio emozionante, in un percorso di scoperta e identità condivisa. Per obiettivi di valorizzazione integrata, nello spirito del Gruppo di Azione Locale che raggruppa quattordici comuni dell’area tirrenica messinese e delle Isole Eolie: Milazzo, Lipari, Leni, Malfa, Santa Marina Salina, Santa Lucia del Mela, San Filippo del Mela, Torregrotta, San Pier Niceto, Condrò, Gualtieri Sicaminò, Venetico, Valdina e Pace del Mela.
Con il progetto “GLI ESPLORATORI – Tra Tirreno e le Eolie”, borghi, panorami e tradizioni diventano tappe di un’avventura che coinvolge tutti, dai bambini agli anziani, dai turisti ai residenti. Ognuno è chiamato a diventare protagonista di una grande caccia al tesoro che unisce cultura, divertimento e comunità.
L’Ecomuseo Chersoneso d’Oro, con la sua esperienza, ha reso possibile la trasformazione di un’idea in un sistema concreto. Come funziona l’avventura? Basta scaricare l’app dell’Ecomuseo “Chersoneso d’Oro”, scegliere un comune di partenza e lasciarsi guidare. Ogni sfida completata permette di raccogliere gemme digitali, trasformando la curiosità in ricompensa. Ogni 20 gemme: un premio concreto (una granita, una degustazione, un gadget… e punteggio acquisito per ottenere i ricchi premi finali ). Nel momento il cui il partecipante ha completato la scoperta delle gemme di tutti i comuni, riceverà il prestigioso riconoscimento di “Viaggiatore del Chersoneso d’Oro”.
Bel tour quello delle gemme tra TorregrottaVeneticoValdina e nell’area del Niceto. Da Condrò Gualtieri Sicaminò.

TORREGROTTA

Il Portale merlato dell’antico Castrum di Via Mezzasalma fu fatto costruire dalla famiglia Valdina nel XVII secolo.

Il Monumento ai Caduti in Guerra ha una caratteristica che lo distingue: è uno dei primi monumenti di questo genere realizzati in Italia alla fine della Prima Guerra Mondiale. L’imperatore Carlo V fece riedificare il villaggio, e l’antica torre del Castrum è stata edificata nel 1527.

La stele confinaria, ovvero l’Icona della Madonna della Scala, serviva a marcare il confine del Feudo di Santa Maria della Scala. Il Murales del Centenario ricorda la data in cui Torregrotta divenne Comune autonomo, separandosi da Roccavaldina: il 21 ottobre 1923. La Chiesa di San Paolino è dedicata al Vescovo di Nola, poiché il santo è il protettore degli ortolani, e Torregrotta era tradizionalmente un paese di contadini.

L’architettura dell’asilo infantile riflette lo stile dell’epoca del Ventennio Fascista. La Mostra Geo-Paleontologica è nata dal ritrovamento a Torregrotta di un frammento di zanna di Elephas falconeri (elefante nano). Il legame tra la Madonna della Scala e Torregrotta risale al 1168, quando gran parte del territorio comunale divenne feudo del Monastero di Santa Maria della Scala. La caratteristica più suggestiva dei punti panoramici fronte mare di Torregrotta è una vista mozzafiato sulle Isole Eolie e sul Golfo di Milazzo, specialmente al tramonto.

VENETICO

Il Castello di Venetico fu edificato nel XV secolo dalla famiglia Spadafora. La Fontana Monumentale di Venetico Superiore venne eretta nel XVII secolo. Il Centro di spiritualità’ Notre Dame de Lourdes è stato realizzato di recente da Don Antonino Merlino.

La Chiesa Madre di Venetico Superiore è dedicata a San Nicola di Bari. La Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria di Venetico Superiore è visibile da lontano grazie ad una croce luminosa posta sul prospetto principale. La Chiesa delle Anime del Purgatorio di Venetico Superiore venne danneggiata dal terremoto del 1908.

La Chiesa di Santa Maria del Carmelo è situata a Venetico Marina, a due passi dal vicino comune di Spadafora. L’Oratorio San Luigi venne edificato nel 1912 e rappresenta un utile centro di aggregazione giovanile.

Piazza Giovanni XXIII rappresenta un accogliente luogo di convivialità a Venetico Marina, località dal magnifico lungomare raggiunto da tutta la gente del comprensorio, che ha preso il nome di Nauloco, dall’antica località costiera della Sicilia orientale.

VALDINA

La festività del santo patrono di Valdina San Pancrazio, cui è dedicata la Chiesa Madre del centro storico, si celebra il 9 luglio. La Cappella della Madonna Bambina si presume sia stata edificata nel 1870. L’autore del murales della ciauna, che rappresenta il dolce e delle mani che lo stanno creando è l’artista Andrea Sposari.

Caratteristica del centro storico di Valdina col suo dedalo di viuzze è proprio di rappresentare un agglomerato urbano cinquecentesco. La Chiesa Madonna dell’Acquasanta si caratterizza dalla presenza di un pozzo dall’acqua miracolosa.

La Chiesa della Madonna delle Grazie si trova nella frazione collinare Tracoccia. E la Piazza Loco Signore a Tracoccia ospita un’accogliente area attrezzata per pic nic.

La Chiesa di Fondachello è dedicata a San Giovanni Battista. Nella frazione Fondachello sono presenti diversi campi di calcetto, un campo da tennis e due compi da padel, nonché una zona con diverse attrezzature ginnico-sportive.

Frequentatissima dai turisti, la spiaggia di Fondachello è piccola (appena 200 metri) e compresa tra quelle limitrofe di Venetico Scala Torregrotta.

SAN PIER NICETO

La Chiesa Madre della Parrocchia dedicata al Patrono San Pietro Apostolo e alla Madonna del Rosario, conserva due tele di Nicolò Mazzagatti, la Discesa dello Spirito Santo e San Leonardo Abate che libera gli schiavi.

La Chiesa di San Francesco è ricca di elementi decorativi, stucchi e affreschi che raffigurano la vita e i miracoli di San Francesco di Paola. La Chiesa della Madonna del Rosario, chiusa per 50 anni, è stata riaperta al culto di recente, nel 2022, proprio il 7 ottobre in cui si celebra la Madonna del Rosario.

Il Belvedere Madonna delle Grazie è caratterizzata dalla presenza della statua della Vergine posta su un imponente piedistallo. Nella Chiesa di San Giacomo viene custodita un’opera legata alle tradizioni della Settimana Santa: il Crocefisso che viene portato in processione per il paese nei giorni della Passione.

Il Belvedere Madonna delle Grazie è caratterizzata dalla presenza della statua della Vergine posta su un imponente piedistallo. Nella Chiesa di San Giacomo viene custodita un’opera legata alle tradizioni della Settimana Santa: il Crocefisso che viene portato in processione per il paese nei giorni della Passione.

Risale all’epoca bizantina l’antica chiesa rupestre dedicata a San Marco. La fonte dell’Acqua Paola è una vera e propria pozzanghera che rimane sempre allo stesso livello e per questo ritenuta miracolosa. La costruzione della Chiesa del Carmine risale al secolo XVII.

Il quartiere Quattro Facce è uno dei più antichi nuclei di San Pier Niceto, conservandone i caratteri architettonici e ambientali. La chiesa di San Pier Marina è dedicata alla Madonna Immacolata.

GUALTIERI SICAMINO’

San Nicola di Bari, patrono di Gualtieri Sicaminò, è dedicata la Chiesa Madre del centro. Il ponte Vecchio è uno dei quattro che collega i due antichi casali di Gualtieri e Sicaminò.

E risale al XV Secolo. Nel 1960 sono state collocate nel sito attuale, nella Villa Comunale, le lapidi dedicate ai caduti. Il ricordo di quanti lottarono per la libertà morendo sul campo di battaglia è stato realizzato dall’artista Domenico Borgia. Nel centro storico, in via San Cataldo si trova la Chiesa di San Giuseppe.

La Chiesa Annunziata del XIV secolo venne distrutta da una piena del torrente Sicaminò nel 1880 nel centro storico. La Chiesa della Misericordia dà il nome al quartiere omonimo dov’è situata e custodisce preziose opere d’arte.

La Chiesa dell’Assunta risale al XV secolo. In piazza IV Novembre la graziosa Villa Comunale, importante punto di ritrovo e di socialità per la comunità. La Chiesa dedicata alla Madonna del Perpetuo Soccorso domina sulla frazione omonima.

Il Palazzo baronale degli Avarna di Sicaminò, in stile neogotico degli inizi del ‘900, venne danneggiato da un incendio il 23 gennaio 1981.

CONDRO’

Risale all’anno 1571 l’edificazione della Chiesa Madre dedicata alla Madonna del Tindari, dove è custodita la statua di San Vito, patrono di Condrò, portato in processione “a passo di danza” la seconda domenica di luglio.

E nel centro storico, sulla stessa piazza Piazza Umberto I si affaccia la Chiesetta di Santa Caterina, da tempo non più adibita al culto. Al termine della salita di San Giuseppe si trova la statua di marmo dedicata al Santo, datata 1963.

Nel cimitero di Condrò si trova la tomba di un importante artista messinese, primo scultore ad esporre alla Biennale di VeneziaAntonio Bonfiglio. Il monumento ai caduti della Prima Guerra Mondiale sito accanto alla Chiesa Madre è stato inaugurato nel 1935.

Pregevole la Fontana artistica ornamentale situata accanto alla Chiesa Madre. La statua di quale San Pio è collocata nella Villa Comunale condronese. Sulla collina che da nord-ovest sovrasta Condrò si possono ammirare i ruderi di un antico convento fondato nel 1601 dai Frati Paolotti.

L’antico Palazzo principesco si affaccia sulla piazza principale del centro storico, vicino alla Chiesa Madre.

ARTICOLO PUBBLI-REDAZIONALE