A nulla è servito il tentativo di coprirsi il volto quando lungo la strada, mentre guidava, individuava una telecamera. Gli agenti del Commissariato di Milazzo che hanno condotto le indagini insieme alla squadra mobile di Messina coordinate dalla Procura di Barcellona Pozzo di Gotto, con a capo Giuseppe Verzera, lo hanno individuato in tempi brevissimi.

Così, dopo il fermo di sabato quando è stato raggiunto dalla Polizia nella sua abitazione nella frazione mamertina di San Marco, il gip oggi ha convalidato il fermo del presunto assassino di Salvatore Italiano, 84 anni. Si tratta di Giuseppe Cordici commerciante incensurato di poco più che 60 anni, in possesso di armi da fuoco regolarmente detenute. Rappresentante di giocattoli e articoli di prima infanzia è originario di Giammoro ma da un paio di anni si è trasferito a San Marco frazione di Milazzo confinante con Fiumarella. Ha tre figli. Dovrà rispondere all’accusa di omicidio volontario e occultamento di cadavere.

Un lavoro certosino e velocissimo quello portato avanti dalla Polizia di Stato di Milazzo e dalla squadra mobile diretta da Vittorio La Torre, fatto di interrogatori e soprattutto di acquisizione e visione di tutte i filmati registrati nella zona e sequestrati immediatamente subito dopo il ritrovamento del corpo.

Nei video, registrati sia dalla telecamere del Comune di Milazzo che da quelle delle abitazioni private, ad insospettire gli agenti, tra i tanti dettagli, è stata anche una panda rossa vecchio modello che avanzava verso la via Capuana in maniera incerta. Auto che è risultata essere di Salvatore Italiano. Proprio l’ottantaquattrenne di Fiumarella il cui corpo è stato trovato giovedì chiuso in un sacco nero in via Capuana.

Sequestrata anche l’auto del presunto assassino una smart blu. La panda rossa è stata invece trovata in una stradina sterrata di Giammoro. E sulla stessa, quasi sicuramente nei prossimi giorni, gli investigatori effettueranno gli accertamenti di rito.

Le indagini si sono subito concentrate in prevalenza su questa macchina. Che insieme ad altri elementi ha portato velocemente alla risoluzione del caso.

Il presunto assassino, difeso dall’avvocato Nino Aloisio, è un vicino di casa della vittima con il quale l’anziano aveva avuto precedenti contrasti. A quanto pare relativi a un terreno limitrofo. E, a quanto pare, a scatenare l’ira è stata una pec inviata dall’avvocato di Italiano per una nuova contestazione un paio di giorni prima del delitto.

L’autopsia ha stabilito che sul corpo di Italiano non c’era alcun segno di colluttazione. Solo tre colpi d’arma da fuoco. Non c’erano altri segnali. L’ipotesi è che l’assassino lo ha prima colpito alle spalle per poi finirlo, sparando due volte alla testa da distanza ravvicinata. 

Il decesso è stato nella mattinata di giovedì.