CONCORSO OGGI MILAZZO IN CLASSE / SCUOLA MEDIA “E. FERMI”. Bianco e azzurro sei /Con le isole che stanno lì / Le rocce e il mare / Coi gabbiani / Mediterraneo da vedere. Comincia con queste parole la bellissima canzone di Mango “Mediterraneo”, non la conoscevo, ma ascoltandola con attenzione mi ha subito colpito molto, sia per il suo significato che per la voce meravigliosa di questo cantante, scomparso prematuramente.

Capisco che il Mediterraneo o come lo chiamavano i Romani “Mare Nostrum” è un luogo meraviglioso, pieno di sapori, odori, cose da vedere e scoprire, il mar Mediterraneo, che è stato per anni crocevia di culture, luogo di scambi, oggi, purtroppo, non rappresenta più l’opportunità di sviluppo e di apertura al mondo che si affaccia su di esso, ma spesso, un luogo dove perdono la vita degli esseri umani, tra l’indifferenza di chi, invece che strumentalizzare particolarmente questo fenomeno di massa che è inarrestabile, dovrebbe ripensare al concetto di apertura che lo ha caratterizzato per secoli.

Gli uomini che attraversano il mare per sfuggire alle guerre, alle persecuzioni, alla fame, sono stipati su barconi di fortuna, tutti ammassati, in pessime condizioni igieniche e con tutti i rischi che la navigazione comporta. Inoltre sono sottoposti al pericolo di essere gettati in mare o abbandonati dai trafficanti qualora le condizioni della traversata diventino sconvenienti per questi ultimi. Tante sono state le tragedie sul mare , l’ultima a Cutro, in Calabria in cui sono morte 70 persone, tra cui molti bambini.

Noi dobbiamo cambiare le cose, non dobbiamo e non possiamo più paragonare il nostro mare ad un cimitero ma ad un ponte che collega più popoli, più religioni, più lingue, più culture e più tradizioni.

Non a caso lo storico, Fernard Braudel alla domanda “cos’è il Mediterraneo?” rispose “Mille cose insieme”. Non un paesaggio ma innumerevoli paesaggi. Non un mare ma una serie di civiltà accostate le une sulle altre.

Nancy Cirino IA

Scuola Media “E. Fermi” – San Filippo del Mela