Vincenzo Ciraolo

«Io ho un desiderio e mi sento di poter fare una sola promessa: cambiare il modo di fare politica. E’ questo è uno dei motivi che mi ha spinto a candidarmi. Mi indigna moltissimo vedere come oggi la politica si fa quasi soltanto nei bar. Una cosa che ritengo umiliante per i tanti padri di famiglia che consegnano al politico di riferimento le proprie istanze. Io sono convinto che si possa cambiare il modo di fare politica. Ed è una cosa che credo mi sia riuscita nei tanti anni spesi al servizio dell’Avvocatura nelle nostre istituzioni forensi, locali e nazionali. E per riuscirci in politica bisogna ripristinare il sistema delle segreterie, luogo nel quale le nuove generazioni si devono formare. L’elettore ha un diritto, quello di scegliere il meglio e non il meno peggio come sento dire in questi giorni»

All’inaugurazione del Comitato Elettorale di via Cesare Battisti Vincenzo Ciraolo, già presidente dell’Ordine degli Avvocati di Messina e candidato all’Assemblea Regionale Siciliana del prossimo 25 settembre nella lista di Fratelli d’Italia, partito del leader Giorgia Meloni, è stato lapidario. Poche parole ma dirette e precise. Davanti ad un numeroso pubblico fatto di suoi sostenitori e nuovi elettori si è soffermato con il suo discorso solo su poche argomentazioni che ruotano tutte intorno all’importanza di avere una classe politica preparata e competente nelle valutazioni delle problematiche che devono affrontare.

«Il mio desiderio è quello di fondare una scuola di formazione politica, perché chi desidera impegnarsi in politica e’ necessario che lo faccia con le migliori consapevolezze. Come ho fatto nei primi miei mandati al Consiglio dell’Ordine, ho appreso e, una volta strutturato, ho cercato di agire con le competenze acquisite nel tempo. Se la politica vuole riacquistare autorevolezza lo può fare solo attraverso i suoi rappresentanti che devono essere formati, competenti e soprattutto disponibili, sul presupposto che la disponibilita’ dovrebbe essere un pre-requisito necessario. Perché i problemi possono anche non risolversi ma occorre impegnarsi. E poi c’è un’altra regola fondamentale: se non hai la possibilita’ di risolvere un problema devi dirlo subito, non si possono tenere le persone “impiccate” per anni, ipotizzando soluzioni che poi non sono attuabili».

Nulla da aggiungere per l’avvocato Ciraolo. Al centro della sua candidatura c’è in maniera primaria questo. Anche se in apertura di discorso non dimentica di svelare il primo motivo che lo ha spinto alla candidatura: «Ho accettato questa sfida anche per mia figlia. Ha tredici anni e mi piacerebbe che restasse in questa città, per formarsi e sviluppare le proprie competenze».

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