Sono parecchi i danni causati nella stanza del sindaco dall’incendio che è divampato stamattina all’interno del Comune di Milazzo. Fin dai primi momenti, dopo l’evacuazione di tutto il personale dipendente, la preoccupazione è ricaduta sulla documentazione archiviata nella camera e nella segreteria del primo cittadino ma anche sulle cinque pale settecentesche custodite all’interno nel palazzo Comunale. Le tele, da una prima perizia fatta dai vigili del fuoco, non sono state intaccate dalla fiamme ma sono completamente annerite dalla fuliggine. Si tratta di tavole verticali di genere religioso di grandi dimensioni e di notevole valore. Le pale, da anni esposte all’interno del comune mamertino, sono di proprietà del Fondo Edifici di Culto e provengono dalla chiesa del Santissimo Salvatore del borgo di Milazzo.

Sul loro stato dovrà intervenire ovviamente la Soprintendenza ai Beni Culturali di Messina che effettuerà un sopralluogo non appena le stanze interessate dall’incendio verranno ripulite con l’ozono da una ditta specializzata. La preoccupazione per i danni procurati dall’incendio rimane comunque alta perchè il calore sprigionato dalle fiamme fa inevitabilmente sciogliere l’olio della tela.

A prendere fuoco stamattina, poco prima dell 9, è stato un punto luce del muro accanto alla scrivania del sindaco Pippo Midili a cui erano collegati alcuni impianti dell’aria condizionata. Completamente distrutto il computer che si trovava sulla scrivania del primo cittadino e tutta la documentazione che in quel momento era sul suo tavolo. I fascicoli non avvolti dalle fiamme, infatti, sono stati ovviamente danneggiati anche dal getto d’acqua dei vigili del fuoco che, grazie al loro tempestivo intervento, hanno evitato che l’incendio potesse causare maggiori danni. Lo stabile, infatti, è stato immediatamente evacuato e per tutta la giornata di oggi resterà chiuso. In corso da parte della squadra del distaccameno dei Vigili del Fuoco di Milazzo ci sono i test per valutare il livello di diossina che si è sprigionato nei locali.

La scrivania del primo cittadino dove si trovava il computer

Domani verrà riaperto il primo e il terzo piano. Il secondo, quello interessato dalle fiamme, resterà chiuso per oltre una settimana. Dopo la bonifica, infatti, bisognerà ripristinare l’impianto elettrico completamente danneggiato e sarà necessaria la pitturazione di tutte le stanze del piano invase dal fumo anche dopo che l’incendio è stato domato.

 

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Piero
Piero
2 mesi fa

Ma se il sindaco non era nella sua stanza, il condizionatore e tutto il resto perché erano accesi? Alla faccia del risparmio energetico…

Davide
Davide
2 mesi fa
Reply to  Piero

Si ricordi: nelle stanze del potere (di qualunque livello e genere) e nelle dimore dei ricchi e potenti non esistono crisi, emergenze, sacrifici e razionamenti. Questi modelli di vita sono destinati solo per i comuni mortali, per il popolo e, ancor peggio, per il “popolino”.

Popolino
Popolino
2 mesi fa
Reply to  Davide

Che pensiero profondo. Grazie di averci illuminato. Scendi almeno una volta dal piedistallo e informati se vi è qualche forma di assicurazione che paga i danni, e poi faccelo sapere. Altrimenti, i danni, in totale, li dovremo pagare tutti, anche tu, che come lasci intendere, non sei del popolino.