Immaginare la città che abitiamo come spazio dinamico da vivere insieme in cui non ci sono ospiti ma protagonisti. Ci prova la Cooperativa Utopia con il progetto “Attraverso…la città che abito” che verrà presentato oggi, mercoledì 15 giugno, alle 16,30 a Piazza Perdichizzi (la Sena).

«L’avvicinarsi della giornata del rifugiato – spiega Patrizia Mastroeni, coordinatrice del Sai (Sistema di Accoglienza Integrato) Ordinari di Milazzo – ci ha spinto ad immaginare spazi e momenti di condivisione pubblici tra due o più comunità che abitano lo stesso territorio». L’incontro rientra nella rassegna Trame Migranti del Dipartimento di Scienze cognitive dell’Università di Messina che dal 2020 ad oggi ha raccontato storie individuali e pratiche sociali sperimentate quotidianamente nell’incontro tra “mondi diversi e possibili”.

La Cooperativa Utopia, che da dieci anni si occupa di accoglienza di persone migranti – attualmente con strutture residenziali a Milazzo, Barcellona P.G. e Pace del Mela – organizza un momento creativo collettivo. I protagonisti saranno i beneficiari del Sai, studenti e studentesse del Liceo Guttuso che, insieme all’artista congolese, Mokè Fils, daranno vita ad una estemporanea d’arte aperta a chi vorrà prenderne parte. Il tema centrale dell’opera a più mani sarà proprio quello dell’abitare, ovvero lasciare traccia del proprio passaggio e della propria presenza nei luoghi che chiamiamo “casa”, entro cui mettiamo parte della nostra identità.

Aprirà l’incontro pubblico, alle ore 16.30 a Piazza Perdichizzi, Francesco Giunta, presidente della coop Utopia, e interverranno Irene Munafò, operatrice Area formazione del SAI, e Beatrice De Gaetano, assessora alle politiche giovanili del Comune di Milazzo.

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