La decisione di riaprere le scuole costringe i gruppi studeteschi ad alzare il tono della discussione. «Alla luce della decisione di ritornare a scuola in presenza, le associazioni M31 Gruppo Studentesco, All-In e Restart Impallomeni, i rappresentanti d’Istituto e della Consulta invitano tutte le istituzioni, politiche e scolastiche, coinvolte a qualsiasi titolo, ad attivarsi affinché siano garantite almeno le condizioni minime di serenità e sicurezza dell’intero corpo studentesco, e di tutto il personale scolastico». E prendono le distanze da quanto pubblicamente dichiarato dal Gruppo studentesco “Rete degli studenti medi”, e precisano altresì la ferma volontà di addivenire ad un confronto che possa garantire nella miglior maniera possibile una serena ripresa delle lezioni.

«Siamo – scrivono – dei sostenitori convinti del confronto, unico strumento proficuo, a parere di chi scrive, per addivenire alla migliore soluzione possibile che possa dirsi, purché largamente condivisa, espressione della volontà di tutte le parti in causa. Premessa sconfessata dall’odierna decisione assunta dalle Istituzioni, a vario livello, di riaprire le scuole con il rientro in presenza (già dal 13 gennaio), che – stando alle ultime risultanze – coinvolgerebbe tutti gli studenti di Milazzo. Si tratta di una scelta (quella del rientro in presenza), che omette di considerare un aspetto tutt’altro che trascurabile, dato dal severo innalzamento della curva dei contagi che ha interessato (specie nelle ultime settimane) l’intera Regione Sicilia, con un’elevata percentuale di casi di positività registratasi proprio nel territorio milazzese.
Di fronte ad un quadro di incertezza determinato dalla pandemia e dalle severe evoluzioni della stessa, la comunità studentesca, oggi più che mai, deve poter contare su un “ritorno in sicurezza” tra i banchi, su punti fermi, che senz’altro non possono dirsi immediata conseguenza di decisioni dell’ultimo minuto, sprovviste di un congruo preavviso, e sorde quanto al punto di vista di chi è destinatario ultimo di siffatte scelte ed a conti fatti le subisce.
Per questo, nel chiedere l’istituzione di un tavolo tecnico che coinvolga i Rappresentanti di Istituto, la Consulta degli studenti, i Dirigenti Scolastici e le Amministrazioni coinvolte, avviamo, con grande senso di responsabilità, una raccolta firme (cui è possibile accedere già a partire da domani consultando le nostre pagine social) con lo scopo precipuo di rendere obbligatorie, prima del rientro in presenza, le seguenti misure: Screening settimanali obbligatori che interessino gli studenti e tutto il personale docente e non; Obbligo di indossare mascherine FFP2 per tutti coloro i quali, a qualsiasi titolo, abbiano accesso alla struttura; Potenziamento delle linee di trasporto pubblico, e predisposizione di tutte le misure idonee ad assicurare il distanziamento sociale, in specie, per i pendolari».
«Confidiamo nel buon senso delle Istituzioni coinvolte, con l’augurio che queste dichiarazioni possano essere interpretate non come “la solita ragazzata”, quanto piuttosto come una presa di coscienza che viene da un approccio serio, responsabile e maturo verso una condizione pandemica che nostro malgrado, rappresenta ad oggi una triste realtà e non un brutto ricordo»

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pino
pino
8 mesi fa

in effetti il problema più grosso lo vedo nei trasporti. gli autobus sono sempre pieni all’inverosimile. Chi fa un controllo sul numero dei passeggeri ?

I dentoni
I dentoni
8 mesi fa

Ma andate a scuola e non rompete con ste assenze di massa che siete i primi a girare per locali senza manco la mascherina

Arrow
Arrow
8 mesi fa

Manderei a scuola chi autorizza ste boiate di rientri in classe
Evidentemente ne ha proprio bisogno
Metterei loro in una classe di 15 m^2 con 30 alunni ( molti dei quali manco vaccinati), per 6h e senza ricambio d’aria
Significa far ammalare tutti, in primis gli insegnanti
Facile dire ” studenti in presenza” tanto non ci vanno loro in scuole da 1800 persone