Il Tar di Catania ha bocciato il ricorso presentato dai comuni di Merì, Monforte San Giorgio e Santa Lucia del Mela contro la revisione dell’Autorizzazione integrata ambientale (Aia) rilasciata alla Raffineria di Milazzo. Secondo i comuni bisognava annullare il decreto del Ministero dell’Ambiente (78/2021) poiché sarebbe stato meno restrittivo in materia di tutela e bonifica del sottosuolo. L’oggetto del contendere era la realizzazione dei doppi fondi nei serbatoi che in passato hanno dimostrato di essere permeabili ad infiltrazioni da idrocarburi.

LE INFILTRAZIONI. Tutto nasce dalla perdita riscontrata il 7 marzo del 2018 dal serbatoio TK506. All’esito dell’ispezione degli esperti dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) hanno diffidato la Ram all’adozione di misure idonee affinché il grave episodio non si ripetesse in nessuno dei 95 serbatoi in servizio. L’azienda petrolifera, così presenta un cronoprogramma  con l’elenco dei serbatoi in cui era prevista l’installazione dei doppi fondi nel 2019, 2020 e 2021. Il completamento sarebbe avvenuto entro il 2026, invece del 2030, data prevista dall’Aia rilasciata nel 2018.

L’ISTRUTTORIA DEL MINISTERO. Nel 2019 il Ministero decide di occuparsi della specifica questione e avvia il procedimento di riesame dell’Aia per verificare, in particolare, “la verifica della adeguatezza delle prescrizioni inerenti la gestione dell’invecchiamento dei serbatoi di stoccaggio e dell’inquinamento del sottosuolo”. Ma l’istruttoria si ferma poiché si prende atto che la “diffida dell’Ispra a cui il gestore (la Ram) ha ottemperato presentando la documentazione richiesta, si ritiene superato e si rinvia la problematica riferita alla gestione dei parco serbatoi alle valutazioni della competente Commissione istruttoria per l’autorizzazione ambientale integrata (Ippc) in sede di istruttoria” del procedimento Aia”.

IL RICORSO. A quel punto insorgono i comuni di Merì, Monforte San Giorgio e Santa Lucia del Mela che impugnano il decreto ministeriale 78/2021 nei punti in cui non ha introdotto “misure più rigorose rispetto alle precedenti anche al fine di prevenire ulteriori incidenti al parco serbatoi”, ed ha “lasciato inalterati i tempi di installazione dei doppi fondi previsti dall’Aia 2028 (4 serbatoi l’anno) nonché controlli con emissioni acustiche sui serbatoi a fondo singolo (ogni 5 anni). In sostanza il provvedimento, secondo i comuni avrebbe “totalmente tradito” le finalità per cui era stato avviato.

LA SENTENZA. Secondo i giudici del Tar di Catania (presidente Francesco Brugaletta, estensore Agnese Anna Barone), invece, l’atto di diffida era stato superato con la risposta e l’impegno del gestore nei termini richiesti, proponendo l’anticipazione del completamento dei doppi fondi dal 2030 a 2026 “fatte salvo cause di forza maggiore” e pertano l’atto di diffida è stato archiviato.

Il Ministero, invece, non ha messo da parte la problematica ma – secondo i magistrati – rimesso ogni determinazione alla Commissione istruttoria per l’autorizzazione ambientale integrata (Ippc), quindi all’organo competente a formulare specifiche indicazioni inerenti l’adeguamento degli impianti alle migliori tecnologie disponibili in sede di istruttoria.

DIETRO LE QUINTE. Secondo i dati riportato nella sentenza del Tar ad aprile 2018, quando è stato registrato l’infiltrazione di idrocarburi, i serbatoi della Raffineria di Milazzo dotati di doppi fondi erano 26. A fine 2020 i serbatoi con doppio fondo erano diventati 47. I serbatoi a fondo singolo oggetto di intervento erano circa 40, di cui 14 in manutenzione per l’installazione della doppia protezione. Per i restanti 26 è prevista la fermata entro il 2026. Solo per 6 serbatoi la fermata per inizio lavori per l’installazione doppi fondi è prevista successivamente al 2026 (per 5 è prevista al 2027, per uno al 2028).

 

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Nimbus
Nimbus
12 giorni fa

Andrebbe chiusa e basta
È già successa una catastrofe nel 2014
Moriamo costantemente
Basta barattare la salute di tutti per i comodi di quattro persone

Cittadino disgustato
Cittadino disgustato
19 giorni fa

Come mai la signora Bianchetti in tutto ciò e rimasta in silenzio?

Mente pensante
Mente pensante
19 giorni fa

Grazie Mamma RAM!.Il clima del ricatto lavorativo ha avuto i suoi effetti. Domanda: i patti erano statevi zitti e buoni altrimenti si perde il posto di lavoro?. Per qual motivo ieri sono stati licenziati i primi 150 operai della più grossa ditta Metalmeccanica?Grazie Mamma Ram! hai comprato il silenzio dei sindacati ed hai anche ridotto di molto il personale. Grazie di Cuore..

klaus
klaus
20 giorni fa

Proverbio cinese: chi non vuole pulci non si corica con la gatta! Del resto la RAM disinfetta l’aria dagli insetti! Meditate!

New ambiente
New ambiente
20 giorni fa

Ma quegli ambientalisti di una volta non ci sono più sono stati zittiti