Domani pomeriggio la Cisl Messina sarà presente alla convocazione del Consiglio Comunale di Milazzo per parlare della continuità dell’attività della Raffineria. Si continua così a discutere dell’industria milazzese dopo le proteste dei lavoratori. «Andremo con grande senso di responsabilità – scrivono in un comunicato – a garanzia dei lavoratori. Non bisogna utilizzare le fibrillazioni che ci sono in questo momento perché il rischio di una rottura è grande e il vero obiettivo è quello della garanzia occupazionale e degli investimenti futuri. Le priorità devono essere queste».

«Il parere della conferenza nazionale dei servizi ci preoccupa perché mette a rischio la continuità dell’attività della Raffineria – dice il segretario generale della Cisl Messina, Antonino Alibrandi – La preoccupazione deve trasformarsi subito in un confronto per capire quali sono i ritorni potenzialmente negativi dopo questo parere che mette a rischio il sistema produttivo della Raffineria già alle prese con un necessario processo di riconversione. Diventa sempre più urgente aprire un tavolo anche in sede di Sicindustria mettendo insieme le parti interessate e coinvolgendo gli enti istituzionali ed i rappresentanti politici a tutela del territorio. Si devono evitare ricadute negativi in termini economici, occupazionali e sociali sull’intera provincia».

Le dichiarazioni di Antonino Alibrandi

 

 

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Gigi
Gigi
11 mesi fa

Spettacolo indecoroso dei politici al consiglio comunale, prostrati a tappetino, davanti alla RAM. La tecnologia fa passi da giganti giorno per giorno, e bisogna investire per ridurre l’inquinamento ambientale: questo, gli azionisti RAM non hanno intenzione di farlo tranne se non finanziati dalla regione siciliana, il futuro non è nel petrolio, basta gettare soldi in questa industria .

Sapienza
Sapienza
11 mesi fa

Con la CISL. Siamo apposto……,il sindacato più scandaloso della faccia della terra………

Saggezza
Saggezza
11 mesi fa

Oggi si è fatto lo sciopero da parte di quei sindacati che nel percosso degli anni hanno demolito tutto. Certo questo sciopero è un segno per loro e vedere quanti portabandiera ci sono dietro. Un mea culpa fate sindacati.

Saggezza
Saggezza
11 mesi fa

I sindacati neglu anni hanno indebolito i lavoratori e le industrie. Oggi vorrebbero recuperare ma cosa? Cosa volete recuperare sondato della triplice dopo che vi siete venduti in tutti i modi.

Peppe
Peppe
11 mesi fa
Reply to  Saggezza

Lei è già saggio quindi non ha bisogno di ragionare ma faccia lo sforzo di fare una equivalenza: Dove il sindacato è forte radicato si hanno migliori condizioni di lavoro e salario. Dove il sindacato è debole o inesistente il padrone usa sfruttare con contratti scandalosi orari assurdi e non ultimo buste paghe gonfiate per poi ritornare in contanti al padrone parte della retribuzione. Ecco se lei è un padroncino fa benissimo ad averla col sindacato ma se è un lavoratore non si faccia fottere da questi stereotipi che la vogliono schiavo.

Operaio non venduto
Operaio non venduto
11 mesi fa
Reply to  Peppe

Ci tengo a precisare che le tre sigle sindacali che lei sta difendendo nell’indotto svolgono solo la funzione di ufficio di collocamento per parenti e amici. Se vuole le faccio qualche nome con tutti i gradi di parentela.

Peppe
Peppe
11 mesi fa

Non difendo nessuna sigla sindacale ma il principio che solo l’unione dei lavoratori può portare a migliori condizioni di lavoro e salario. Per potersi vendere ci vuole un compratore. Se lei ha notizie di abusi non è a me che deve fare i nomi ma si rivolga agli organi competenti,anche sindacali, che sono tanti ed esistono proprio per punire abusi e connivenze . Lo faccia anche per il bene delle organizzazioni che nessuno ci ha regalato costate lotte e sacrifici. Ci vogliono divisi per fare di noi ciò che vogliono. Guardi i comparti dove il sindacato è tenuto fuori dai… Leggi il resto »

Vita
Vita
11 mesi fa

Uno ne ha sistemati 3

Alex
Alex
11 mesi fa

Il diritto al lavoro è sacrosanto ma la salute e il decoro lo sono altrettanto spero si prenda la decisio e giusta che tuteli tutti lavoratori e cittadini.