Una fiamma alta decine di metri si è levata verso le 22,30 dalla torcia di sicurezza della Raffineria di Milazzo.  Da giorni i tecnici della Ram stanno riavviando l’impianto del ciclo benzine fermato lo scorso 6 agosto quando si è registrato un guasto. Numerose le segnalazioni giunte ad Oggi Milazzo. Si sarebbe trattato di un «transitorio sulla rete fuel gas legato all’avviamento impianto». Il fenomeno è durato poco meno di mezz’ora rischiarando tutto il comprensorio. Il riavvio dell’impianto starebbe proseguendo. 

Sulla questione ambientale del comprensorio di Milazzo, i consiglieri comunali Fabiana Bambaci e Massimo Bagli avevano chiesto la convocazione urgente e straordinaria del consiglio comunale. I due esponenti politici hanno presentato un documento, auspicando la piena condivisione di tutte le altre forze politiche di maggioranza e minoranza presenti in Aula, per giungere all’istituzione di un tavolo tecnico fra Amministrazione, i vertici della Raffineria di Milazzo, i rappresentanti dell’Asp, i rappresentanti dell’Arpa, i sindacati, ed i comitati cittadini al fine di monitorare lo svolgimento delle attività della Ram “e valutarne l’impatto ambientale, per la tutela della salute, primario obiettivo e diritto costituzionalmente garantito”.

“Nei giorni scorsi si sono ripetuti in maniera preoccupante i fenomeni di dispersioni di fumi ed olezzi provenienti dalla Raffineria di Milazzo e tali episodi non risultano sporadici, anzi fin troppo frequenti – si legge nel documento allegato al presente comunicato – Lo sviluppo delle attività industriali e la loro conduzione incidono in maniera sensibile sulla vivibilità di un territorio dove molti lavoratori vivono il futuro in uno stato di perenne incertezza, determinato da una assenza di un adeguato piano industriale di riconversione che possa garantire loro una stabilità occupazionale in prospettiva futura”.

 

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milazzese1
milazzese1
21 giorni fa

E’ facile parlare di chiusura. Prima di aprire bocca, bisogna accendere il cervello; non dimentichiamo gli anni 80 quando la stessa rimase chiusa per due anni. La fame si tagliava col coltello, Milazzo e dintorni era in uno stato di crisi economica irreversibile. Prima di parlare di chiusura, la politica (che non abbiamo) dovrebbe contestualmente programmare la riconversione dell’area.

Il Marchese del Grillo
Il Marchese del Grillo
21 giorni fa
Reply to  milazzese1

Esattamente anni 80-82. Tre anni di lotte terribili: saracinesche chiuse; traghetti fermati a Messina; treni fermati a Milazzo, Messina e Palermo; cortei a Roma e Palermo. Grazie a quelle lotte di lavoratori e cittadinanza e il coinvolgimento dell’on. De Michelis, alla fine è stata riaperta e Milazzo si è ripresa dal coma. Come qualcuno ha ricordato, la RAM mensilmente paga stipendi e servizi per più di 4 milioni di euro. Come si rimpiazzano? Ricordarsi anche che a parte la striscia demaniale della battigia, la restante area è di proprietà al 50% dell’ENI e il restante 50% della Kupit, quindi è… Leggi il resto »

Tony
Tony
20 giorni fa

in teoria potrei essere d’ accordo con te ma la pratica ci dice tutto il contrario: la politica nel dopoguerra voleva portare industrializzazione al sud ripetendo quel miracolo economico del Nord Italia, ma purtroppo ad oggi qualunque tipo di industria creata nel meridione ha fallito miseramente, dalla Fiat all’ Ilva passando per la Pirelli o raffinerie di Gela e Priolo, non si è creato profitto ne posti di lavoro, prova ne è la costante emigrazione, siamo lontani geograficamente “dai mercati” e non possiamo essere competitivi

Last edited 20 giorni fa by Tony
Il Marchese del Grillo
Il Marchese del Grillo
20 giorni fa
Reply to  Tony

La Cina e tutti quei paesi dove le industrie hanno delocalizzato allora sono vicini? Qualcuno nottetempo li ha ravvicinati e ha allontanato la Sicilia. Quanto afferma era di moda dirlo nel XVIII, XIX e XX secolo. Anche al Nord sono state chiuse delle industrie del tipo di quelle che ha citato: la Pirelli per non fallire è stata venduta ai cinesi; la Fiat non è fallita per le sovvenzioni statali, ma ha fatto lo stesso una fine non gloriosa; ha chiuso la raffineria Mobil di Napoli, la Gulf di Gaeta, L’Anic di Bari ed almeno altre quattro, ultima in ordine… Leggi il resto »

Tony
Tony
19 giorni fa

la Cina nn è vicina ma compensa i costi di trasporto con manodopera a basso costo, se anche qui al sud gli operai si accontentano di 200 dollari al mese e zero diritti sindacali allora potremmo diventare come la Cina. N.B. la Pirelli è stata venduta ma non ha fallito, la Fiat (ora Fca) non è più italiana ma olandese con management americano, ha delocalizzato perchè se no sarebbe fallita già agli inizi degli anni 2000

Last edited 19 giorni fa by Tony
Il Marchese del Grillo
Il Marchese del Grillo
19 giorni fa
Reply to  Tony

“siamo lontani geograficamente “dai mercati” e non possiamo essere competitivi”. Indovinello: chi l’ha scritto? Adesso non è più la lontananza geografica dei mercati ma la manodopera a basso costo. Oltre che contraddizione noto molta confusione. Prima ha risposto con frasi vecchie di un secolo fa, dopo con frasi oggi di moda. Comprensibilissimo quando si vogliono liquidare problemi complessi con stereotipi da Talk Show. Ribadisco: fra le raffinerie che hanno chiuso in Italia, fino ad ora, una decina sono state chiuse “al Nord” e nessuna in Sicilia; Gela non ha chiuso, è stata trasformata da raffineria tradizionale a raffineria Green. Che… Leggi il resto »

Tony
Tony
18 giorni fa

non ascolto nessun talk show, sono laureato in Economia e mi informo, non mi interessa continuare la polemica, credo che QUALUNQUE industria al Sud non crea occupazione vera ma solo contributi e sgravi fiscali per gli imprenditori, i quali dopo qualche anno sbaraccano e licenziano, prova ne è che siamo nella m**** da decenni, Cordiali Saluti 🙂

Last edited 18 giorni fa by Tony
Il Marchese del Grillo
Il Marchese del Grillo
18 giorni fa
Reply to  Tony

“ma purtroppo ad oggi qualunque tipo di industria creata nel meridione ha fallito miseramente”. E poi: “QUALUNQUE industria al Sud non crea occupazione vera” Riconosce queste frasi? Rilegga sopra e vedrà che le ha scritte Lei. Queste sono frasi scontate che si sono sentite da oltre un secolo nei bar di tutto il territorio nazionale e non portano nessun contributo alla discussione. Dice inoltre che è laureato in economia e bene informato, non lo metto in dubbio, ma dipende su che cosa. Allora per quanto riguarda il settore petrolifero la informo bene io, se me lo permette conosco il settore… Leggi il resto »

Alex
Alex
21 giorni fa
Reply to  milazzese1

Ma che significa che per far lavorare 3000 persone se ne devono intossicare 30000. Discorso senza senso… parole di un milazzese che lavora al nord.. qui c’è il lavoro

Il Marchese del Grillo
Il Marchese del Grillo
20 giorni fa
Reply to  Alex

Per quanto riguarda il lavoro, se Milazzo piange il Nord non ride affatto e lo vediamo su tutti i telegiornali: le fabbriche chiudono al Sud come al Nord. Comunque sia, allora Lei è per svuotare Milazzo per trasferirci tutti al Nord da Lei: sarebbe il colpo mortale. Faccia, per favore, una proposta più sensata. La sua è la solita risposta senza senso. Credo che ciascuno di noi sia per la chiusura, ma c’è chi fa chiacchiere e sfoga sulla tastiera le sue frustrazioni e chi invece pensa seriamente che il problema è molto grande e il fatto che dopo 60… Leggi il resto »

uomodellastrada
uomodellastrada
20 giorni fa

purtroppo Milazzo si svuoterà da sola, è un fenomeno cominciato tanti anni orsono, si chiama spopolamento, in parole più tecniche i demografi lo hanno definito “desertificazione del meridione d’ Italia”…

Last edited 20 giorni fa by uomodellastrada
Realista
Realista
20 giorni fa
Reply to  Alex

Allora ora ci organizziamo a trasferire Milazzo al Nord…. che genio !!!!

Cetto laqualunque
Cetto laqualunque
21 giorni fa

E du cughiuna ora . Avi 60 anni chi c’è a cannila chi duma .

Oskar
Oskar
21 giorni fa

Da non sottovalutare che negli ultimi due anni sono stati incentivati ad andare in pensione i tecnici più anziani e più esperti, perché si deve risparmiare anche riducendo il personale

Vocedeifatti
Vocedeifatti
21 giorni fa

Antonino non sono d’accordo con te ma è pur vero sé continuano così questi quattro raccomandati super pagati il botto lo fanno bene. Poveri ci ci va’ di mezzo.
Proporrei per ogni evento del genere una decurtazione del 10/100 sul loro compenso in beneficenza agli enti di ricerca e malati di cancro. In primis si deve amare e volere bene il mondo in cui viviamo e fare bene il proprio ….

Fiamma
Fiamma
21 giorni fa

Bravo Davide!!!