“Donne mancanti forse, capricciose, testarde, arroganti, impetuose, impazienti, ma mai banali. Donne che nessuno ha mai raccontato e che pure erano state l’anima, la colonna portante, il sole intorno a cui avevano ruotato le loro esistenze”. Nel libro “Le Gattoparde” di Stefania Aphel Barzini si parla di donne siciliane, forti, passionali, di cucina siciliana contaminata con la francese, si parla di Capo D’Orlando e del misticismo di quella villa in collina.
Il libro verrà presentato giovedì 22 luglio alle 19.30 nei Giardini di Villa Vaccarino a Milazzo.

Dopo i saluti dell’assessore ai Beni Culturali Francesco Alesci e della presidente della Fidapa Bpw Italy sezione di Milazzo Natascia Fazzeri.  La presentazione verrà moderata da Angelica Furnari, della Mondadori Bookstore e socia della Fidapa.

L’iniziativa rientra nell’ambito della rassegna culturale del Comune di Milazzo “Giardino Letterario” di Villa Vaccarino

IL LIBRO. «Avevano vissuto esistenze difficili, spesso tragiche, comunque mai banali, sempre tese a cercare di contenere le perdite causate dalla leggerezza dei loro mariti, padri, fratelli. Ma le loro storie non sono mai state raccontate, oppure sono state raccontate male. Perché il mondo, lì in Sicilia, appartiene agli uomini. Ai Gattopardi. E le Gattoparde hanno sempre dovuto accontentarsi dell’ombra.» Villa Piccolo, la straordinaria residenza di campagna dell’aristocratica famiglia Piccolo, arroccata in cima alle colline di Capo d’Orlando e immersa in uno splendido parco di oltre venti ettari, fu il luogo in cui la baronessa Teresa Mastrogiovanni Tasca Filangeri di Cutò si ritirò quando il marito Giuseppe Piccolo di Calanovella fuggì a Sanremo con una ballerina. Lì visse con i suoi tre figli, Lucio, Casimiro e Agata Giovanna, che vi abitarono fino alla morte. Agata, ultima superstite e vestale della villa, ci racconta la storia della sua vita, della sua famiglia, della sua epoca. Lei, testimone di un mondo che fu, decide di ricostruire questa trama esclusivamente attraverso le vicende delle donne che l’hanno tessuta.

Quando il sipario si apre su Agata siamo nella seconda metà del Novecento, ma la sua memoria ci conduce fino alla Sicilia postunitaria, a un momento cruciale della storia di quella terra e del nostro Paese. Ci immergiamo nell’atmosfera trasognata dell’oasi di Villa Piccolo, in cui Teresa crea un bizzarro cenacolo di arte, cultura e letteratura, dove Giuseppe Tomasi di Lampedusa, suo nipote, concepirà la sua opera eterna e passeranno in visita, tra gli altri, Montale, Cederna, Pasolini, Sciascia e Consolo, attratti dalla compagnia, così come dal cibo prezioso che Agata porta in tavola.
 
Ingresso gratuito. Per la sicurezza anti covid si consiglia la prenotazione via messaggio sulla pagina FB “Mondadori Milazzo” o via Whatsapp allo 0909282238.

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