Si terranno domani, lunedì 19 luglio, gli interrogatori degli indagati nell’ambito dell’operazione “Drug Express” che ha eseguito venerdì scorso la Compagnia della Guardia di Finanza e il commissariato di Polizia di Milazzo e coordinata dai magistrati della Dda di Messina, Francesco Massara e Matteo De Micheli. Al centro un’associazione dedita al traffico di stupefacenti.

I NOMI. La misura cautelare in carcere, a seguito di ordinanza emessa dal gip distrettuale Valeria Curatolo, è stata applicata nei confronti di quattro indagati: il tunisino Kais Meslmani, 37 anni, ufficialmente residente a Torregrotta e di fatto domiciliato a Milazzo nella casa che la stessa banda di cui lo stesso sarebbe stato il leader utilizzava come base operativa. In carcere anche il numero due dall’organizzazione; assieme al tunisino dietro le sbarre sono stati rinchiusi Santino Nastasi, 34 anni, di Torregrotta, considerato il numero due della banda, che godeva della fiducia dei fornitori di droga anche di quelli oltre lo Stretto; Giuseppe Maiorana, 28 anni, originario di Barcellona e residente a Merì conosciuto con il soprannome di “Plin”, e Leonardo La Cava, 22 anni, di Pace del Mela.

La misura cautelare degli arresti domiciliari è stata invece eseguita nei confronti di altri cinque indagati Gianluca La Cava, 20 anni, di Barcellona; Salvatore Nastasi, 30 anni, di Torregrotta; Andrea Tonino D’Ascenzi, 37 anni, di Bracciano; Stefano Anastasi, 20 anni, di Messina e Alessandro Molonia, 33 anni, di Messina. Ad altri due indagati sono state invece applicate le misure cautelari dell’obbligo di dimora nei rispettivi comuni di residenza. Si tratta di Simone Scalisi, 25 anni, e Roberto Geraci, 47 anni, entrambi di Milazzo.

I DETTAGLI. All’interno delle 150 pagine di ordinanza, frutto di appostamenti e intercettazioni telefoniche ed ambientali da parte degli uomini della Gdf e del commissariato di polizia le dinamiche con cui avveniva lo spaccio principalmente nelle piazze di Milazzo e della valle del Mela, con contatti con Messina e Roma. 

Le discussioni avvenivano principalmente all’interno di una Fiat 600 intestata alla madre di Santino Nastasi che ritenevano al riparo da intercettazioni. Grazie a queste si sono ricostruite dinamiche e la rete di clienti e fornitori. Secondo le intercettazioni quasi quasi ogni giorno raccoglievano da 30 fino a 200 euro dai clienti che si recavano presso i fornitori di Messina ad acquistare lo stupefacente prima di distribuirlo in dosi a domicilio. Principalmente crack e cocaina. In un’occasione si sono fati spedire  droga dal centro Italia all’interno di un thermos, pacco individuato e bloccato all’interno di un centro di spedizioni. Evitavano conversazioni telefoniche e utilizzavano social e chat, cambiando in più occasioni le schede sim.  A riscontro delle intercettazioni, perquisiti gli stessi acquirenti di droga, i quali hanno poi ammesso di avere acquistato le sostanze dagli stessi indagati intercettati.

L’abitazione dei fratelli Leonardo e Gianluca La Cava, a Milazzo,  era utilizzato secondo gli accertamenti come centro operativo del gruppo sia perché all’interno della stessa abitava anche Meslmani, sia perché frequentata quotidianamente anche da Nastasi, Maiorana e da un minorenne. Qui i carabinieri, anche in epoca recente, a seguito di perquisizioni avevano rinvenuto sostanza stupefacente, anche cocaina, riscontrando più volte anche la presenza degli stessi indagati e di altri soggetti risultati poi clienti abituali del gruppo.

E’ stato documentato anche l’ambizioso progetto di pianificare un attentato contro la Caserma della Guardia di Finanza di Milazzo e far saltare gli automezzi di servizio con la benzina, giungendo  persino a ripromettersi di vendicarsi nei confronti di un Finanziere che li aveva controllati su strada. 

Nel pool di avvocati che stano difendendo gli indagati gli avvocato Gaetano Pino, Giuseppe Imbruglia, Cristiano Bruno, Andrea Calderone.

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