LA LETTERA. Le prove Invalsi che si svolgono annualmente negli istituti scolastici è una sorta di pagella per scuole e docenti valutati attraverso il grado di preparazione dei loro alunni. Sono previste il prossimo mese nonostante la pandemia e un sistema misto tra presenza e dad che ha stravolto metodo e abitudini consolidate. Ecco le considerazioni di una lettrice di Oggi Milazzo inviate a redazione@oggimilazzo.it

Giorno 6 maggio, in tutta Italia, su base nazionale, per le Scuole Primarie e successivamente per le Scuole Secondarie, inizieranno le Prove INVALSI. Un vero e proprio report sul modello educativo vigente nel nostro Paese: una pagella per Scuole e Docenti che saranno valutati attraverso i risultati conseguiti dai loro alunni!
La situazione in cui versa la scuola italiana, ad un anno dalla pandemia, la conosciamo tutti.
Mi chiedo, però, come si possa pretende che tutto questo possa avvenire in un momento del genere?
Il 6 maggio ci saranno alunni da poco ritornati sui banchi di scuola dopo mesi interminabili di DAD, altri appena usciti da quarantene o isolamenti fiduciari, altri ancora che, poveri loro, saranno colpiti dal virus e quindi costretti a casa.
Come è pensabile, allora, dare un voto “usando” (permettetemi il termine) quei piccoli eroi che hanno rinunciato al proprio compagno di banco, alla condivisione della merenda, agli abbracci dopo una vittoria? Come si può pensare di dare un voto a tutti quei docenti che dalla sera alla mattina sono diventati maghi dell’informatica ed hanno tentato, sempre e comunque, di trasmettere la vita, la curiosità per il sapere, l’amore per la scoperta di cose nuove.
La scuola educa, ma non è un dispensatore di sapere fine a se stesso. La scuola, quella in cui mi ha introdotto mio nonno, per 40 anni docente e poi dirigente Scolastico è quella che educa alla vita, che ti lascia senza fiato quando già a 7 anni ti fanno amare Dante, ed ancora quella che crea menti aperte, capaci di volare oltre i confini che solo la conoscenza travalica.
Ebbene quei docenti, quella scuola, quegli alunni, per me sono da Nobel e non era proprio il momento di propinare loro test asettici per la cui erogazione ed elaborazione è stato investito, da parte di chi li ha ideato, tempo e denaro.
Tutte queste energie, forse potevano essere canalizzate altrove!! 

Una mamma

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Francesco
Francesco
2 mesi fa

Cara Mamma, queste prove serviranno anche a capire quanto male ha fatto questa situazione all’apprendimento degli alunni. E’ ora di smetterla di vederle come una valutazione del singolo. Per quello ci sono già e bastano (forse a volte avanzano anche) i voti, le pagelle e gli esami di fine corso.

Maria Grazia Smedile
Maria Grazia Smedile
2 mesi fa

Le prove Invalsi svolte ad ogni costo sono la dimostrazione della superficialità con cui è trattata la scuola italiana, di come in Italia comandino le Lobby e di come venga sperperato il danaro pubblico. L’Invalsi è un ente terzo , che viene pagato dallo Stato per controllare e stimare i livelli di apprendimento raggiunti dai giovani nelle scuole italiana. Cosa dannosa e inutile.

Francesco
Francesco
2 mesi fa

Ah sì???? Possiamo discutere sul merito dell’approccio e delle singole prove/domande. Ma che esista uno strumento standard per misurare e valutare quanto la scuola funzioni è sacrosanto, anzi, addirittura doveroso.