La seconda sezione della Corte d’Appello di Reggio Calabria ha disposto l’assoluzione della milazzese Rosaria Rita Filice  dal reato di favoreggiamento e sfruttamento dell’attività di prostituzione (aveva affittato un suo appartamento ad una donna ma poi si è scoperto all’interno un giro di “lucciole”) “perchè il fatto non sussiste” e la consequenziale restituzione dell’immobile che le era stato confiscato. La suprema Corte ha riformato totalmente la sentenza di primo grado e della Corte di Appello di Messina su rinvio degli atti da parte della Cassazione che aveva annullato la condanna a 2 anni di reclusione e alla multa di 400 euro decisa dal tribunale di Barcellona il 19 aprile 2017.

Rosaria Rita Filice, ex dipendente comunale del comune di Milazzo, è stata coinvolta nell’operazione del commissariato di Polizia in quanto proprietaria di un immobile in via Spiaggia di Ponente. Proprio quello e altri due appartamenti erano stati nel mirino delle indagini degli inquirenti che, nel 2016, avevano portato al rinvio a giudizio l’ex parroco Domenico Siracusa,  85 anni; della brasiliana Patricia Madalena La Paz, 38 dell’intermediaria Giuseppina Lembo, 41 e alla condanna a due anni di reclusione e al pagamento di una multa di 400 euro di Rosaria Rita Felice.

Filice, a differenza degli altri, ha optato per il rito abbreviato. Il Gup di primo grado Gugliotta, aveva quindi emesso sentenza di condanna nei suoi confronti, disponendo anche la confisca dell’appartamento, confermata dalla Corte d’Appello di Messina. La sentenza in secondo grado è stata appellata con ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha annullato con rinvio sia in merito alla responsabilità del reato che sulla disposta confisca.

Quest’ultima sentenza ha completamente riformato l’esito della vicenda. Sono stati negati i presupposti di favoreggiamento e di sfruttamento della prostituzione in capo alla Filice, “poichè – si legge in sentenza – l’immobile era stato locato a cura di un’intermediaria a prezzo di mercato“. Stima del cespite, contratti di locazione, durata della locazione sono stati gli elementi a supporto valutati dai Giudici della Cassazione che hanno quindi “negato il favoreggiamento, essendosi la Filice limitata alla mera locazione e non intendendo agevolare la prostituzione”. Secondo la Corte, “non era stato dimostrato l’asservimento dell’appartamento all’attività di prostituzione“.

Da quella sentenza della Corte di Appello che ha condannato la Filice, non risultava chiaro dalle motivazioni “se il canone praticato fosse o meno maggiorato in ragione dell’attività svolta nell’appartamento. I Giudici di merito – puntualizza la Corte – non hanno dato la dovuta evidenza al confronto del canone di mercato con il canone percepito in precedenti locazioni ed in quelle oggetto della presente imputazione“. A supporto di quanto evidenziato dalla Corte, anche in questo caso, diversi elementi quali: le oscillazioni del mercato, le contingenze temporali, la maggiore o minore lunghezza della locazione, il numero di occupanti: In merito, non ci si era concentrati su tale profilo. Secondo la Cassazione, invece, i Giudici avrebbero dovuto “verificare se effettivamente vi sia stata una maggiorazione del canone dovuta alla consapevolezza dell’esercizio del meretricio da parte delle inquiline“.

Inoltre, ai fini della confisca dell’appartamento, è stato rilevato dalla Cassazione che in passato l’appartamento era stato locato a diversi soggetti, “anche non esercenti l’attività di meretricio“. Un’ultima circostanza evidente “poichè – si legge in sentenza di annullamento con rinvio – è richiesta la valutazione molto rigorosa della destinazione del bene, avuto riguardo anche al pericolo di reiterazione della condotta criminosa”.

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Davide
Davide
9 mesi fa

Ma quale prostituzione? Lo sanno tutti che a Milazzo non esiste meretricio, nonché Covid, corruzione, delinquenza, mafia, spaccio e inquinamento. Milazzo è una delle perle (fintarelle) del Mediterraneo. Tutti Santi, educande del convento, onesti, “puliti”… e lavoratori! 😉

Last edited 9 mesi fa by Davide
Antonio
Antonio
9 mesi fa
Reply to  Davide

Specialmente poi ci sono molte offerte di lavoro, la disoccupazione è al 2%(20) è un paradiso

Davide
Davide
9 mesi fa
Reply to  Antonio

Eh sì, il paradiso del nulla! Fra una decina di anni resteranno a vivere a Milazzo soltanto i pensionati e quei quattro negozianti rimasti, i quali faranno a pugni tra di loro per accaparrarsi anche un solo acquirente. Uno scenario tristissimo.

Antonino
Antonino
9 mesi fa
Reply to  Davide

non fra dieci anni, è già così

Cittadino attento
Cittadino attento
9 mesi fa

Come mai il giornalista non evidenzia il nome dall’avvocato.