Sulla bellezza del mare di Milazzo c’è poco da dire, è fra le acque più suggestive apprezzate da residenti e turisti. Purtroppo i suggestivi fondali e la spiaggia, a causa delle correnti che trasportano i rifiuti dalle Isole Eolie e dalla zona tirrenica messinese, vengono minacciate da microplastiche e altri inquinanti. A certificarlo è un rapporto dell’Arpa Sicilia, l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente.

Nell’Annuario dei dati ambientali 2020 sono stati presentati i risultati delle rilevazioni effettuate nel 2019 su alcune spiagge siciliane. In particolare, i ricercatori si sono occupati di monitorare l’esistenza di microplastiche sulla superficie dell’acqua e di rifiuti marini spiaggiati.
Per quanto riguarda il primo valore, nei due campionamenti semestrali, a Milazzo è stata rilevata la prevalente presenza di pezzetti di dimensioni comprese tra 5 mm e 300 μm, talmente piccoli da poter entrare anche nella catena alimentare dei pesci.
Relativamente ai rifiuti spiaggiati, invece, tra le sei spiagge monitorate (le altre sono: Imera, Mondello, Priolo Gargallo, Simeto, Torre Salsa), Milazzo è risultata al primo posto per la forte presenza di plastica e altri rifiuti. In ciascuna spiaggia sono state identificate 3 unità di campionamento di lunghezza pari a 33 m. In ciascuno di questi campioni sono stati conteggiati gli elementi visibili sull’arenile di dimensioni superiori a 2,5 cm.

Nella città mamertina sono stati conteggiati nella prima campagna di rilevamento 402 rifiuti (di cui 327 plastica, 17 carta, 8 metallo, 7 rifiuti medici, 3 rifiuti sanitari, 5 vetro), nella seconda ben 524 rifiuti (di cui 205 plastica e 177 vetro e ceramica).

Non tutti i rifiuti sono prodotti dai bagnanti. Il torrente Mela, usato come discarica di inerti, ingombranti e urbani indifferenziati è una bomba ecologica costantemente pronta ad esplodere ogni inverno con le piene. Per questo non bastano solo i servizi di pulizia stagionale delle spiagge e di sensibilizzazione e sorveglianza dei bagnanti. Serve urgentemente uno sforzo comprensoriale a mantenere pulito l’alveo del torrente. (l.f.)

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Nessuno
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27 giorni fa

La plastica e quella che scende dai torrenti mai controllati dalla forestale e da altri enti che fanno finta di non vedere anche il demanio che si fottono lo stipendio girandosi dall’ altra parte

UnMilazzese
UnMilazzese
1 mese fa

Abbiamo anche la più grande presa in giro, a livello italiano e forse anche europeo, di Area Marina Protetta.
Una AMP in salsa milazzese che è, in realtà, una Riserva di Pesca Protetta per pescatori professionisti, una macchina raccattare finanziamenti, ed una fabbrica di sedie e poltrone da da far scaldare dal Gruppetto di individui che la gestiscono

Davide
Davide
1 mese fa
Reply to  UnMilazzese

Beh, tra i tanti mali mi sembra quello minore.

UnMilazzese
UnMilazzese
26 giorni fa
Reply to  Davide

Ci sono sì Mali minori e maggiori ma tutti concorrono a rendere Milazzo un posto sempre meno desiderevole ed ospitale

Davide
Davide
1 mese fa

Abbiamo bei primati in quel di Milazzo! Primo posto (in Sicilia) per la presenza di plastiche; raffineria (una delle più importanti in Italia): inquinamento a gogo; cementificazione più alta di tutto il comprensorio: il centro è diventato un ammasso di palazzoni orripilanti; verde, pari a zero. Insomma, un disastro! La nostra storia e arte inghiottite dal “brutto” che avanza!

SalvoC.
SalvoC.
1 mese fa
Reply to  Davide

…ed una serie di concittadini che non hanno capacità diverse dal sapersi solo lamentare esaltando il brutto in modo fine a se stesso senza un minimo di propositività pratica.
Chi è capace si faccia avanti con i fatti… Perché a farci indietro con le parole siamo bravi tutti.
I bravi dopo aver analizzato l’errore, trovano la soluzione.

Davide
Davide
1 mese fa
Reply to  SalvoC.

C’è poco da fare. Bisognerebbe cambiare certe teste, specie, quelle che hanno condotto Milazzo allo sfacelo e reso la cittadina non più attrattiva ma repulsiva. La cultura del cemento ovunque, del profitto, dell’interesse personale, non è analisi, bensì una malsana abitudine. Esaltare l’orrido sarebbe una perdita di tempo, evidenziarlo forse assume più senso.