Giuseppe e Samuele Perdichizzi

È stato il tormentone del weekend appena trascorso, alimentando tesi più o meno credibili o vere e proprie “fake news” e arrivando ad interessare anche testate e pagine social di portata nazionale, ma i tre nuovi cartelloni affissi stamattina al posto dei precedenti mettono la parola fine alla storia di Giulia e Stefano.

I tre cartelloni altro non erano che parte di una (riuscita) operazione di guerrilla marketing, realizzata con lo scopo di fare quanto più rumore possibile. Dietro la vicenda dei due innamorati, infatti, ci sono le pietre preziose e i monili della Gioielleria Perdichizzi, storica realtà barcellonese che da molto tempo è presente anche nella centralissima Via Giacomo Medici di Milazzo.

I fratelli Giuseppe e Samuele, quarta generazione alla guida della stimata attività, confessano la cosa con il sorriso sulle labbra: «Questo Natale, così particolare per tutti noi, volevamo fare qualcosa di diverso; non la solita pubblicità, ma un modo originale e simpatico per regalare un po’ di spensieratezza alla gente del luogo».

Un clamore inaspettato. «Sinceramente non ce lo aspettavamo sapevamo che la cosa non sarebbe passata inosservata ma non fino a questo punto», confessano i titolari, che ci tengono a prendere le distanze da tutte le speculazioni e congetture che si sono sviluppate intorno alla vicenda e che nulla hanno a che vedere con la Gioielleria.

A curare la campagna è stata l’agenzia pubblicitaria milazzese Studio Hübner, fondata da Tonino Mendolia, Giammarco Mirabile e Davide Saporita e già nota al pubblico locale per aver curato la comunicazione di realtà come il Bukowski, la Forchetta del Castello, Amendolia Assicurazioni e del caffè Almanegra. Anche i tre si ritengono pienamente soddisfatti: «E’ stato fantastico vedere come tre semplici cartelloni pubblicitari abbiano stimolato l’immaginazione e la creatività di migliaia di utenti, non solo per i tantissimi commenti simpatici ma anche per la mole di vignette e meme che sono stati realizzati in giro per i social. Qualcuno, forse in cerca di visibilità, ha sfruttato la cosa per creare un finto profilo della Giulia in questione, dapprima lasciando commenti sotto ai vari articoli e successivamente improvvisando un fantomatico esperimento sociale che – tengono a specificare i tre – nulla ha a che vedere con lo spirito della campagna pubblicitaria, per quanto il tema della violenza sulle donne stia assolutamente a cuore anche a noi».

(ARTICOLO PUBBLI-REDAZIONALE GIOIELLERIE PERDICHIZZI – OGGI MILAZZO)

 

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