La lettera della lettrice Valentina, pubblicata nei giorni scorsi, ha portato tanti milazzesi contagiati a riconoscersi in quanto vittime del cortocircuito che interessa il processo dei tamponi da parte dell’Asp di Messina, al centro di enormi ritardi (LEGGI QUI). Tanta gente rimane in casa da settimane in attesa dell’esito del tampone senza sapere se è positiva o meno, con tutti i disagi familiari e lavorativi che possono immaginarsi. Queste due nuove testimonianze inviate a redazione@oggimilazzo.it, la prima da Milazzo l’altra da un comune della Valle del Mela.

Salve, mi ritrovo perfettamente nelle parole scritte dalla lettrice sui ritardi negli esiti dei tamponi.  Anche noi siamo in isolamento domiciliare dal 6 novembre,  in tutto questo periodo siamo stati abbandonati a noi stessi, ti mandano la mail solo per dirti che sei in isolamento oppure se devi fare il tampone , per il resto nessuno che risponda ai vari numeri di telefono  che ho provato a contattare decine di volte o alle mail per avere un minimo di informazione. 

Ad ogni modo il 19* giorno di isolamento ci contattano per dirci che avremmo dovuto continuare con l’isolamento fino al 21* giorno e comunque fino ad esito negativo del tampone. Il 21* giorno di isolamento facciamo un un’ulteriore tampone. 

In base alla circolare ministeriale del 12 ottobre, il 21* giorno di isolamento si dovrebbe essere “liberi”, in quanto non si è più infettivi, invece in base a questa procedura adottata dall’asp, per 21 giorni ci hanno rinchiusi in casa..abbiamo fatto il tampone…ed ora ci vorranno 9-10 giorni  per l’esito (sempre sperando che sia negativo), e se continuerà ad essere positivo, dato che esistono persone che si negativizzano dopo tanto tempo,   che succede??…Continuiamo a rimanere in casa e a fare tamponi ad oltranza??..Nessuno sa rispondere. 

Con questo modus operandi è  un isolamento che non avrà fine.

CONSUELO

 

Buongiorno…. Vi vorrei raccontare la storia infinita e di assurdità vissute e che continuo a vivere con i miei figli minori. I primi di novembre una collega di lavoro risulta positiva ad un tampone covid effettuato privatamente. Lo comunica… panico. Nessuna procedura attivata nei confronti di tutto il personale che lavora per 6 ore continuative negli stessi ambienti. Nonostante stiamo tutti bene, decido comunque di contattare i miei contatti più stretti stati a contatto con me e comunico al mio medico che precauzionalmente mi pongo in isolamento coi bambini.

Decido di fare un tampone …positivi …io e i bambini. Non eravamo a rischio contagio ne io ne i bimbi per nessuno. Asintomatici (fortunatamente) ma…abbandonati: comunicazioni tardive, mille mail per avere un risultato, nessun numero che risponde, nessun supporto psicologico e la scuola che nn può attivare la didattica integrata perché non ha la fibra Quindi il piccolo non solo segregato ma anche emarginato. Con non poche difficoltà facciamo il tampone di controllo…ancora positivi…è la storia infinita.. Arrivano solo i risultati dei tamponi…ma non la prescrizione di isolamento, ne, tantomeno, comunicazione dei prossimi tamponi. Siamo in attesa di una risposta email. Siamo in attesa di una telefonata che non arriva.

SILVIA

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