Concessione del Castello al Comune di Milazzo, l’iter era bloccato perché il Comune non ha riscontrato una lettera inviata dall’Agenzia del Demanio regionale lo scorso 21 maggio. E’ quanto comunicato alle forze politiche dal sindaco Pippo Midili in risposta ad una interrogazione presentata dal consigliere Antonio Foti.
In quel documento l’Agenzia del demanio chiedeva al Comune non solo delle informazioni ma anche “l’applicazione del principio di reciprocità dei beni pubblici”. Ovvero, l’Agenzia dava gratuitamente il Castello al Comune che in cambio avrebbe dovuto fare la stessa cosa con due edifici di proprietà dell’ente locale, la caserma dei vigili del fuoco e il commissariato di Polizia, evitando di far pagare al Ministero dell’Interno il canone previsto (complessivamente circa 78 mila euro all’anno).   A fronte del silenzio del Comune tutto si sarebbe arenato.

A replicare è però l’ex assessore Salvo Presti il quale fornisce un’altra versione. «La pratica del rinnovo della concessione è andata a rilento non per mancanza della nostra amministrazione ma perchè è stata rimpallata sulle scrivanie di diversi funzionari, rallentando l’iter in maniera estenuante – spiega Presti – dopo la lettera ci siamo sentiti più volte telefonicamente con il funzionario che l’ha firmata ed eravamo rimasti che avrebbe fatto un sopralluogo personalmente, visionato sia il Castello che i due immobili in modo da trovare un accordo. Poi tra l’estate e il voto questo incontro non si è potuto fissare».

Midili ha ricostruito la vicenda nel corso di un incontro a Palermo presso la direzione regionale del Demanio. 
«In buona sostanza ha spiegato Midili ai consiglieri – l’Agenzia del demanio ha riproposto lo stesso iter del 2013, quando – Amministrazione Pino – abbiamo richiesto e ottenuto la concessione per sei anni. Anche in quel caso – ha spiegato il sindaco – ci fu chiesto l’attuazione della reciprocità, ma fu spiegato che il Comune si trovava – come è oggi – in condizioni di dissesto e che le entrate derivanti dalla locazione degli immobili ai vigili del fuoco e alla polizia di stato, assumevano estremo rilievo per le casse comunali. E la stessa cosa abbiamo fatto adesso ricordando che sette anni addietro quelle motivazioni sono state accolte dal demanio». 
Nella lettera che adesso l’Amministrazione ha inviato al Demanio si evidenzia che il Comune di Milazzo “ha sin qui impegnato e realizzato importanti investimenti per il recupero del bene ed il restauro che hanno avuto come finalità la conservazione integrale del compendio monumentale e la necessità di assicurare la sua fruizione pubblica e la sua massima valorizzazione funzionale a vantaggio della collettività”. E sono stati ricordate le somme spese nel tempo (quasi 30 milioni di euro) e quello che sono state programmate con progetti già definitivi.

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