«L’attenzione è alta e deve rimanere alta sul territorio ma la pandemia a Barcellona attualmente ha colpito solo lo 0,4% della popolazione e nessuno di questi si trova in uno stato di salute critico: parlare di allarme è inesatto e non si aiuta la popolazione ad affrontare nel migliore dei modi questo periodo». A parlare è il sindaco di Barcellona Pinuccio Calabrò. Lo fa attraverso un post sui social in cui mette in risalto la sua «modesta opinione» (la definisce così). 

«La mia modesta opinione è che se si è deciso di chiudere i ristoranti i bar ed altre attività, si sarebbero dovute chiudere le scuole in funzione preventiva – precisa l’avvocato Calabrò –  il governo Conte è di diverso avviso ovviamente non ho il potere di decidere a mio piacimento è giusto cosi al fine di limitare la presenza di sindaci schizofrenici. Per amor del vero, sono uno dei pochi sindaci che, al cospetto di plurimi contestuali focolai in diversi istituti scolastici barcellonesi, ha convinto l’autorità sanitaria ad esprimere una formale richiesta di chiusura delle scuole, al fine di procedere con prontezza all’attuazione delle procedure sanitarie previste».

Secondo il primo cittadino del Longano l’Azienda sanitaria provinciale e l’Usca hanno, in questi 15 giorni, svolto ogni attività sanitaria utile e congrua rispetto alla criticità evidenziata. «I dati sono chiari: a Barcellona i positivi costituiscono lo 0,4% della popolazione ed i casi critici, grazie a Dio, vicino allo 0%. I focolai emersi negli istituti sono stati domati, individuati i casi e curati, tracciati i contatti stretti e seguiti. L’Asp si è mossa secondo i protocolli – argomenta Calabrò –  L’amministrazione ha provveduto alla sanificazione di tutti gli istituti approfittando della chiusura scolastica. E’ stato compiuto lo screening per le scuole superiori, come previsto dalle decisioni regionali, ed abbiamo chiesto pari trattamento per gli istituti comprensivi».

Le scuole rimangono aperte a Barcellona perché l’Asp, sulla scorta del quadro attuale, non ritiene di ripetere il parere formalizzato 15 giorni fa. «I dati sanitari escludono situazioni di emergenza ed io, a differenza di altri sindaci, ho ricevuto dalle autorità sanitarie e politiche regionali una collaborazione puntuale. Lo 0,4 % non può essere dato emergenziale le decisioni in funzione preventiva sono di competenza del governo nazionale e regionale. Ho un alto senso dello Stato, del principio di legalità ed è mia intenzione rispettare le gerarchie istituzionali e soprattutto le leggi».

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